Vladimir Krull, un ex sergente della polizia di New York di trentanove anni, è stato condannato per aver abusato sessualmente di una ragazza di tredici anni, la figlia di quella che all’epoca dei fatti era la sua fidanzata. In almeno tre occasioni l’uomo avrebbe abusato della ragazzina e alla fine, al termine del processo, è stato condannato a tre anni di reclusione. Il primo contatto tra i due, secondo quanto ricostruito dall’accusa nel corso del processo, c’è stato nel settembre del 2013, quando l’ex agente – poi allontanato dalla polizia – ha baciato sulla bocca la ragazzina. Nei mesi successivi la giovane sarebbe stata violentata due volte e poi, nel giugno del 2014, la tredicenne sarebbe stata costretta a praticare sesso orale al poliziotto in aula dopo una colazione insieme.

La vittima in lacrime al processo – L’accusa aveva chiesto di condannare Krull a quindici anni di reclusione. Nel corso del processo hanno parlato in lacrime sia la vittima, che ora ha sedici anni, che sua madre. L’adolescente ha detto che quanto è accaduto ha rovinato anche il rapporto con sua madre: “Ho la sensazione di averla tradita e mi sento in colpa a volte”. Ha inoltre detto che si sentiva particolarmente vulnerabile ai tempi degli abusi in quanto poco prima aveva perso suo padre. La donna da parte sua ha detto di aver perso fiducia in tutti, soprattutto in se stessa. Quando entrambe hanno parlato in aula l’imputato è rimasto con gli occhi bassi sul tavolo. “L’imputato ha orribilmente abusato della fiducia di questa famiglia”, ha detto il procuratore dopo la condanna.