"Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro il proprio  curriculum". A parlare è il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, durante un incontro con gli studenti dell'istituto Manfredi Tanari di Bologna.

Rispondendo alle domende dei ragazzi, Poletti si è soffermato anche sulle difficoltà degli studenti nelle prime esperienze lavorative e, soprattutto, quelle nel corso del progetto sull'alternanza scuola-lavoro. Secondo il ministro, la dinamica delle relazioni é un fattore estremamente importante per il futuro lavorativo dei giovani ed "i rapporti che si instaurano nel percorso di alternanza scuola lavoro fanno crescere il tasso di fiducia e quindi le opportunità lavorative".

Le opposizioni hanno duramente attaccato il ministro del Lavoro: dal Movimento 5 Stelle a Sel, passando per lo stesso Pd, da più parti sono pervenute aspre critiche: "Un calcio in faccia ai molti giovani disoccupati: ormai è da cartellino rosso", hanno dichiarato i deputati pentastellati. Antonio Misiani del Partito Democratico ha invece definito "discutibili le affermazioni del ministro, soprattutto se pronunciate da chi di lavoro si deve occupare istituzionalmente: se Poletti voleva fare dell’ironia, l’hanno capita veramente in pochi", mentre l'onorevole di Mdp Arturo Scotto ha twittato: "Caro Poletti, il lavoro non si conquista con il calcetto, anche perché tu da ministro non hai dimostrato di essere Maradona".

In serata, dopo che la polemica l'ha duramente investito, il ministro Poletti ha dichiarato: " Vedo che si stanno strumentalizzando alcune frasi che ho pronunciato in occasione di un incontro con gli studenti di una scuola di Bologna per parlare di alternanza scuola-lavoro e che gli studenti hanno compreso e condiviso nel loro significato. Per questo voglio chiarire che non ho mai sminuito il valore del curriculum e della sua utilità. Ho sottolineato l’importanza di un rapporto di fiducia che può nascere e svilupparsi anche al di fuori del contesto scolastico. E quindi dell’utilità delle esperienze che si fanno anche fuori dalla scuola".

Nel corso della giornata bolognese, il ministro è tornato sull'argomento della cancellazione dei voucher: "La scelta che abbiamo fatto è stata necessaria e credo anche giusta. Ritoccare la normativa in essere che teneva insieme famiglie e imprese e cercare in qualche modo di farla funzionare rischiava di portarci a una legge non fatta bene e ad un referendum che sarebbe diventato su voucher che non erano più quelli sui quali erano state raccolte le firme per l'abrogazione". "Abbiamo pensato – ha aggiunto – che fosse più saggio cancellare la vecchia legge, cercando di scriverne una più moderna e più adatta alla situazione attuale che tiene conto dei due quadri diversi: da una parte le famiglie e dall'altra le imprese".

Sulla modifica alla normativa dei voucher, il Poletti ha spiegato di aver "cominciato a lavorare ma dobbiamo tenere conto che c'è anche una discussione intorno al decreto, quindi dovremo cercare di tenere insieme tutte le esigenze. Comunque lo faremo velocemente". Ad ogni modo, "non stiamo ripensando ad un sistema voucher ma a come regolare complessivamente il tema del lavoro occasionale guardando all'Europa e avendo un principio base di diverso trattamento tra imprese e famiglie", ha aggiunto.

Secondo Poletti, vanno studiati "due strumenti diversi, uno per le famiglie e uno per le imprese. Per le famiglie credo serva uno strumento molto semplice, dinamico ed agile per i cosiddetti ‘lavoretti', in modo che se una famiglia ha bisogno per un'ora di una persona possa utilizzarla senza fare un contratto". Poi, ha concluso,"dovremo intervenire sul fronte delle imprese e qui la cosa è un po' più complessa perché dovremo farla avendo come riferimento una struttura che è in grado di gestire un contratto, quindi, dovremo dare all'azienda uno strumento che ha più una natura contrattuale".