La polemica scaturita dalla presa di posizione del garante del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo – che a tre giorni dalle votazioni per la scelta del candidato sindaco del comune di Genova ha deciso annullare i risultati e revocare il simbolo del M5S alla professoressa Marika Cassimatis, uscita vincente dalle comunarie indette lo scorso 14 marzo – ha provocato forte malcontento all'interno della base del Movimento 5 Stelle. Raggiunto da Annalisa Cuzzocrea di Repubblica, il sindaco di Parma ed ex 5 Stelle Federico Pizzarotti ha duramente commentato la vicenda sottolineando che "a Genova è stato toccato il punto più basso del Movimento. Secondo Pizzarotti, infatti, la vicenda ligura sarebbe la plastica "dimostrazione di quanto abbiamo denunciato a suo tempo, la creazione di continue regole ad personam. La cosa che mi sorprende di più però leggendo i commenti on line davanti a una votazione invalidata quando era già chiusa, escludendo delle persone solo sulla base della fiducia del capo, sono coloro che continuano a giustificarlo. Quelli che dicono: ‘Se Beppe dice che ci sono dei motivi, è sicuramente così'". Il sindaco di Parma critica fortemente "l'approccio fideistico" alla base del Movimento 5 Stelle, sottolineando che la fiducia in sé è un ottimo sentimento, ma in mancanza di regole e valori chiari "può portare a finire male".

Per quanto riguarda il futuro politico di Pizzarotti, attualmente impegnato nella campagna elettorale per la riconferma a sindaco della cittadina emiliana, Pizzarotti fa capire di essere intenzionato a costruire una rete "fisica, non virtuale. Fatta di contatti veri, di incontri", esattamente ciò che doveva essere all'inizio il Movimento. "Dove ci sono i capibastone più vicini a Grillo, come Massimo Bugani in Emilia, Alice Salvatore in Liguria, Giancarlo Cancelleri in Sicilia, ci sono decine di persone che non creano più liste o si allontanano. Perché tutto avviene sulla base della delazione al capo. Queste persone mettono in giro veleni che si spargono senza che nessuno si prenda la briga di controllare. Si epura sulla base di sussurri e malelingue. Pensi a La Spezia. Il gruppo aveva scelto un candidato sindaco che – mi dicono persone che ho conosciuto – era in gamba, ma inviso ad Alice Salvatore. Così, è stato invalidato tutto".