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Picture Thinking, progettare il web pensando per immagini

La quasi totalità dei creativi, ma anche dei business-man con logiche più razionali, è in grado di farlo. Pensare visualmente può aumentare la produttività del Web Design.

Pensare, agire, ideare e progettare servendosi delle immagini è possibile. Questo è ciò che fa la quasi totalità delle persone che svolgono un lavoro in ambito creativo, ma può essere applicato anche a manager e business-men che hanno logiche più razionali. Il cervello ragiona per immagini. Lo fa sempre, è un processo naturale di acquisizione di informazioni, quindi è possibile progettare per immagini. Questo secolo è caratterizzato dallo sviluppo dei media tv, internet, game, pubblicità varie, immagini subliminali (presenti già nei primi film degli anni 20).

Tutto quello che abbiamo sviluppato negli ultimi anni è basato su un metodo di apprendimento visuale. Il gusto per il bello è basato sulle nostre immagini mentali.

Picture Thinking, progettare il web pensando per immagini.

Visitatori in fronte al dipinto 'The Duel D' (2001) in the exhibition 'Frank Stella - New Works' of U.S (LaPresse)

La creazione e la modifica delle immagini mentali avviene in modo automatico e continuo, il nostro cervello percepisce gli stimoli sensoriali e, in base alla nostra esperienza, è in grado di raggrupparli in unità d’informazione (chunk). Gli elementi scelti generano immagini, le quali possono essere richiamate in qualsiasi contesto, generando un comportamento. Una volta immagazzinate, la mente deve solo richiamare le immagini mentali in modo da attivare autonomamente, senza l’intervento della coscienza, l’esecuzione di quella particolare procedura.

L’immagine mentale comporta un’interpretazione del significato dell’esperienza ed una possibilità di guidare la programmazione di azioni e strategie proiettate nel futuro.

Questa prefazione ci introduce all’ambito della progettazione visuale. Conosciuta da molti creativi nell’ambito cinematografico. Esempio lampante sono gli StoryBoard. Lo StoryBoard è una sceneggiatura disegnata, la visualizzazione di un’idea di regia. Questo processo, che sta crescendo negli Stati Uniti, ha come massimo divulgatore Tom Wujec, presente di recente al View Conference, una delle autorità indiscusse di questo metodo di apprendimento che si basa sull’analizzare il modo in cui il cervello crea dei significati, quello che nella semiologia i latini identificavano con aliquid stat pro aliquo (qualcosa che rinvia a qualcos’altro).

Pensare ed agire per immagini è un metodo di apprendimento che può essere applicato con notevoli risultati nel mondo dei Web Design.

Simone Favarin

Perché?

Questo è la domanda cardine su cui si basa il processo di progettazione. Molti avranno notato nella premessa che l’affermazione “qualcosa che rinvia a qualcos’altro” è la logica propria dell’hyperlink.

Questo è in sintesi progettare per immagini. Linkare a un perché una serie di risposte creando una correlazione logica.

“Se un designer vuole rendersi conto del perché gli oggetti sono quello che sono, dovrà esaminarli sotto tutti gli aspetti possibili… la funzionalità, la manovrabilità, il colore, la forma, il materiale…”. Riflessione di Bruno Munari, designer a tutto campo, contenuta nel suo libro “Da cosa nasce cosa” pubblicato nel 1980, un’autentica lezione di design, chiarezza, sintesi ed efficacia.

Le persone autistiche pensano per immagini, le parole sono una seconda lingua per loro. La mente diventa una videoteca di ricordi e per creare  recuperano i pezzi dalla memoria combinandoli in un modo tutto nuovo. Gli autistici hanno problemi di apprendimento con le cose che non possono essere tradotte in immagini, come i soggetti astratti. Il sistema nervoso ha una notevole capacità di compensare quando è danneggiato e nell’autismo è possibile che il sistema visivo si sia ampliato per compensare i deficit verbali e di sequenziamento. Un indicatore del pensiero visivo come metodo primario di elaborazione delle informazioni è la notevole capacità di molte persone autistiche nel risolvere i puzzle, trovare la strada intorno ad una città e memorizzare enormi quantità d’informazioni in un batter d’occhio.

L’evoluzione del pensare per immagini è di farlo senza scrivere testi. Ma disegnare o, meglio, rappresentare il proprio pensiero in un processo di comunicazione (il semaforo è rosso e quindi arresto l’auto).

Connotando il nostro flusso di pensieri nel momento della creazione e dello sviluppo di qualsiasi progetto. In fase di brain-storming dopo l’acquisizione di un brief, allo sviluppo dell’interfaccia… qualsiasi ambito della progettazione può essere gestita con questo processo visuale invece di quello lineare, facendo due cose molto importanti:

  1. Risparmiare tempo, le immagini sono più veloci della parola e racchiudono molti più significati. Ogni volta che una persona vi pone una domanda, una richiesta o semplicemente vi parla, automaticamente voi la trasmutate in un’immagine. Poi è il vostro cervello a visualizzare la vostra idea, che è sicuramente più veloce di qualsiasi tipologia di rendering.
  2. Fa fiorire letteralmente le correlazioni e le idee creative in un tempo molto, e intendo veramente molto più veloce.

photo by everyone's idle

Un’interfaccia grafica formata da icone ed immagini di concetti semplici rende possibile l’interazione, così come accade nel mondo reale, trasmettendo significati chiari e intuitivi. Costituisce un’ottima affordance, si deducono in fretta funzionalità e funzionamento e si viene a creare una relazione semplice ed immediata con l’usufruitore. L’interfaccia grafica dev’essere attraente e allo stesso tempo utile e funzionale, ogni elemento deve essere posto al punto giusto,  ma senza esagerare,  per non richiedere troppo tempo.

La velocità è uno dei fulcri cardine per riuscire ad essere reattivi alle richieste nel mondo del Web. Tutto corre molto in fretta e la capacità di adattarsi per i progettisti e per chi si occupa di strategia è fondamentale. Uno studio effettuato da Autodesk trasformava le lunghe e logoranti riunioni (ne so qualcosa N.d.A.) che possono durare anche mesi per prendere una decisione importante, a poche settimane di visualizzazione collaborativa. Risparmiando frustrazione, tempo e denaro.

Sono tre i fulcri cardine di questo atteggiamento:

  1. Rappresentate le vostre idee in maniera visuale per incrementare l’apprendimento
  2. Costruite prototipi visuali che promuovano la conversazione, l’interazione e la scelta
  3. Create dei veri e propri dipinti e quadri panoramici del flusso delle vostre idee per rafforzare la memoria, singola nel caso foste da soli e di gruppo nel caso foste un team.

Ho visto vari metodi, in sperimentazione vi sono dei desk digitali (simili a iPad giganti) che creano correlazioni visuali. Io vi consiglio un metodo incredibilmente più economico derivato dalla vecchia logica progettuale che uso spessissimo e che deriva da una storiella sui Russi e sugli Americani.

Narra così: Gli Americani spesero 4 milioni di dollari per progettare una biro ad inchiostro in grado di scrivere nello spazio in assenza di gravità. I Russi usarono la matita.

Se siete designer alle prime armi o business men da svariati milioni di euro tutto questo può essere fatto con dei semplici Post-it.  Perché i Post-it? Perché permettono di essere staccati e attaccati innumerevoli volte.

|Qual è la tecnica migliore e come si applica?

Partite dalla domanda base che avete in mente… devo disegnare un nuovo social network, devo implementare uno script… qualsiasi essa sia. Disegnatela o scrivetela su un post-it e attaccatela al muro di fronte a voi. Le domande dei post-it a cui dovete rispondere per avere un flusso visuale corretto sono:

Chi, cosa, dove, come, quando, perchè, come.

Come ultimo input vi rimando ad un’intervento di Tom Wujec ai Ted Talks. 3 ways the brain creates meaning.

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