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18:28

Perché vince il M5S? Chiedetelo a Montanelli

I sondaggi vedono il M5S quasi in vetta. Demonizzato e ridicolizzato, il Movimento è in realtà il frutto della scomparsa di Destra e Sinistra dalla politica italiana.

Perché vince il M5S? Chiedetelo a Montanelli.
Foto di 7Bart

Sondaggio. Parola che affascina e terrorizza al tempo stesso. Almeno questa sembra la reazione del nostro corpo politico, ogni qualvolta vengono diffusi i dati sulle attuali intenzioni di voto degli italiani.
Grillo avanza, terzo, secondo, quasi primo partito, e via con fiumi di riflessioni, conditi da marcata riluttanza ad accettare lo sfascio inarrestabile dei partiti.

Giorni fa anche Eugenio Scalfari ha manifestato il suo fastidio per la crescita del Movimento 5 Stelle. L’ha fatto indirettamente, attaccando Mentana e il suo TG La7, a suo dire colpevolmente entusiasta nell’annunciare gli aggiornamenti dei sondaggi, al punto da scrivere su L’Espresso: ”che un giornalista democratico come lui sia diventato un “supporter” dell’antipolitica, questo ancora non l’avevamo mai visto. Pienamente legittimo, ma estremamente preoccupante.”

Al di là di ogni considerazione personale di Scalfari, è decisamente stucchevole continuare a leggere, anno dopo anno, la parola “antipolitica” ogni qualvolta si affronti l’argomento “grillini“.

Se andiamo a sfogliare l’enciclopedia Zanichelli, alla voce Politica troviamo: “Scienza e arte di governare una comunità e in particolare di costituire, organizzare e amministrare lo Stato e dirigere la vita pubblica“. Possiamo alla luce di questa definizione sostenere, nel caso di affermati politici italiani come Dell’Utri, Bersani, Bossi, D’Alema e mille altri, che ci troviamo di fronte a persone toccate dall’arte di saper governare una comunità? Credo di no.

Destra e Sinistra sono speculari: se l’una è fasulla, lo è anche l’altra.

Indro Montanelli

Se poi per antipolitica intendessimo, come suggerisce la Treccani un atteggiamento di chi, in ambito politico, propugna un rinnovamento dei metodi e dei comportamenti basato sul rifiuto degli aspetti deteriori del fare politica, allora che dire… non è poi così ripugnante.

Oltretutto il M5S da un po’ di tempo cammina sulle sue proprie gambe, e appare estremamente ingenuo ricondurre il tutto, ogni volta, alla presenza di Grillo. Tanto più ora che i contrasti all’interno del Movimento stanno generando momenti di dibattito e confronto della base.

Oltretutto, il punto cruciale, resta uno soltanto: perché i partiti che avrebbero dovuto sostituirsi al M5S nei sondaggi, si sciolgono come ghiaccioli al caldo di questo giugno estivo, e quanto tempo avrebbero avuto per reagire se solo si fossero impegnati nel fare politica e non nell’irrobustire le posizioni dei loro politicanti?

Montanelli tra Destra e Sinistra
Sistemando la libreria, ho trovato oggi un vecchio numero di Micromega del Marzo 2010, in cui veniva ripreso uno scambio epistolare tra Serra e Montanelli del 1994. Le parole che vi ho trovato, spiegano tutto, e sono la testimonianza della cronicità del problema.
Michele Serra, allora quarantenne, si domandava come fosse stato possibile uno smantellamento tale della Destra italiana, agli albori del berlusconismo, riconoscendo tuttavia un’altrettanto sterile presenza della Sinistra, nella vita politica italiana dell’epoca.
Alle provocazioni di Serra, Indro Montanelli rispondeva che “la nuova Destra non è che una parodia – come già fu il fascismo, ma ancora più del fascismo – di quella vera, che in Italia non c’è mai stata per mancanza di una vera borghesia. Ora starebbe a te dirmi cos’è la nuova Sinistra. Ma non te lo chiedo per non metterti in imbarazzo. [...] Comunque, la mia convinzione di fondo è che Destra e Sinistra sono speculari: se l’una è fasulla, lo è anche l’altra.

Quello che non capisco“, scriveva ancora Montanelli, “è perché mi hai scritto. Veniamo da sponde opposte e fra noi corrono quasi due generazioni. È una solidarietà fra naufraghi che ci unisce? [...] Ero convinto –  e lo sono ancora –  che in questa Italia che non ci piace, chi vuole dare un senso alla sua vita è condannato ad inventarsi tutto. Non soltanto la Destra e la Sinistra. Ma l’Italia. Proprio perché seguita a non piacerci.

A distanza di quasi venti anni dal momento in cui furono scritte queste attualissime parole, l’Italia, e gli italiani, in tempo di crisi economica e culturale, hanno forse intrapreso un percorso mai neppure abbozzato in precedenza. Hanno iniziato ad inventare, costruendo altre opportunità.
Scrollandosi di dosso l’anacronistico e monolitico fardello rappresentato dall’apparato partitico italiano, hanno finalmente compreso che nell’era dell’immediatezza, quello che di buono ci giunge, è senz’altro una possibilità decisionale mai raggiunta prima.
Che la sfida sia raccolta dal Movimento 5 Stelle o da chiunque altro, sarà sulla partecipazione della cittadinanza che si giocherà il match tra politica 3.0 e vecchi apparati partitici.
E di sicuro, questa volta, in campo ne resterà uno solo.

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