Blitz internazionale della polizia spagnola oggi contro un enorme giro di file pedopornografici che venivano scambiati su internet e attraverso applicazioni di messaggistica istantanea come WhatsApp. L'operazione, condotta dalle forze dell'ordine iberiche in cooperazione con Interpol ed Europol, ha visto la collaborazione delle polizie di otto Paesi, tra europei e latinoamericani, che hanno tratto in arresto un totale di 39 persone tutte accusate di detenzione e diffusione di  materiale pornografico infantile.

In manette sono finiti in particolare 17 cittadini spagnoli, tra cui due che lavorano in stretto contatto con minori, 14 latinoamericani, quattro italiani, due tedeschi e un portoghese. Come rivelato dagli inquirenti spagnoli, in realtà le indagini hanno identificato oltre cento gruppi di chat su WhatsApp, dove venivano scambiati foto e video raccapriccianti, e almeno 135 utenti iscritti ai gruppi e dunque coinvolti nella diffusione dei file.

"Si tratta di materiale di estrema brutalità" ha sottolineato la polizia di Madrid, rivelando la scoperta di oltre 360mila archivi di file raccapriccianti dove si vedono bambini anche in tenerissima età essere sottoposti a brutali pratiche sessuali. Tra le vittime si sono "neonati di tre mesi e bimbi fino agli 8 anni di età" hanno rivelato gli inquirenti spagnoli. L'indagine era partita nel giugno 2016 in seguito all'individuazione su internet di alcuni siti che rimandavano a gruppi  WhatsApp invitando a partecipare allo scambio di materiale pedopornografico. In particolare venivano fornite le istruzioni di accesso attraverso reti anonime a quella che era diventata una vera e propria comunità di pedofili.