in foto: Patti Smith

Una stella semplice, Patti. Ancora oggi, nel giorno in cui compie la rispettabile età di 70 anni, non ha smarrito il coraggio di ammettere le sue fragilità e raccontare le sue verità. Lo fa attraverso le canzoni e la scrittura da più di quarant'anni, e lo fa quando le succede (raramente) di rilasciare interviste. In una delle ultime, parlando del fatto che a soli trent'anni, dopo il successo dei suoi primi dischi, sparì per oltre dieci anni per fare la moglie e la mamma, ha candidamente dichiarato

Quando ami qualcuno smetti di sentirti al centro dell'universo, poi diventano i figli la tua priorità.

Una stella semplice, una stella umile. Poche settimane fa è stata a Stoccolma, alla premiazione dei Nobel, dove ha cantato "A hard rain's a-gonna fall" di Bob Dylan, la vera star (assente) della serata. Quante delle narcisistiche personalità della musica e dello spettacolo di oggi avrebbero accettato? Lei lo ha fatto, perché si può essere una stella del firmamento e, allo stesso tempo, una persona generosa. Patti Smith ne è la dimostrazione vivente. Come in molti sanno, durante l'esibizione si è dovuta fermare. Era troppo emozionata. Al pubblico che pendeva dalle sue labbra ha sussurrato un timido: "Scusate, sono nervosa". Poi si è rimessa a cantare. Ed è stata, come al solito, memorabile.

Fred, la musa rock di Patti.

È probabile che l'autenticità le derivi, oltre che dal talento, da una personalità che si è dovuta formare (e molto) attraverso il dolore. Sì, ha sofferto molto, Patti. Sul finire degli anni Ottanta, e agli inizi dei Novanta, un ciclone di dolore si è abbattuto sulla sua vita, eppure non ha mai perso la forza, né la vena artistica. Prima Robert Mapplethorpe, compagno della bohème giovanile, poi il fidato amico e pianista, Richard Sohl, ma soprattutto il fratello Tod e pochi mesi dopo il marito, Fred Smith, per un infarto.

Con Fred si erano conosciuti sul finire degli anni Settanta. Con la sua band, gli MC5, era solito aprire i concerti di Patti. In quegli anni, la Smith andava in giro per il mondo con tour a dir poco trionfali a ruota dei dischi. Tutti grandi successi come: "Horses" (1975) "Radio Ethiopia" (1976), "Easter" (1978) e "Wave" (1979). Il chitarrista della band, Lenny Kaye, presentò Fred a Patti prima di un concerto. Nel 1980 si sposano. Dalla loro unione nasceranno due figli, Jackson (nato nel 1982) e Jessica (1987).

La storia di "Because the night"

Fred si rivelerà una fonte di ispirazione per la moglie, che gli dedicherà diversi pezzi, il più importante dei quali è, nel 1977, "Because the Night". Da sempre uno dei misteri del rock riguarda la genesi del brano, interpretato sia dalla Smith sia da Bruce Sprinsgsteen. Ma di chi è la paternità di questo piccolo grande capolavoro? Del Boss o della Regina? La verità l'hanno rivelata entrambi, per fortuna le versioni coincidono: Patti Smith è autrice del testo (dedicato a suo marito), Bruce Springsteen della musica. Il modo in cui questo pezzo è stato scritto è un manifesto perfetto della poetica di Patti

Quella sera avevo appuntamento telefonico con Fred. Mi disse che mi avrebbe chiamata alle 18, e io ero in casa ad aspettare. Le ore passavano ma lui non chiamava, diventavo sempre più nervosa anche se non volevo ammetterlo a me stessa. Per passare il tempo, mi guardavo intorno e vidi la cassetta. La presi, la ascoltai. La musica era magnifica. Mi misi a scrivere il testo come in preda a una febbre, e venne fuori l'urgenza amorosa che mi travagliava. Fred chiamò, finalmente, alle due di notte. E la canzone era ormai finita.

La versione originale fu registrata da Bruce Springsteen durante le sessioni dell'album "Darkness on the Edge of Town". A quei tempi, la Smith stava lavorando col suo gruppo nello studio accanto. Quando il Boss capì che "Because the Night" non avrebbe trovato posto nel suo album, pensò di passarlo alla collega, che ne ha fatto il successo che tutti conosciamo, con quella semplice frase dentro, "Because the night belongs to lovers" (La notte appartiene agli amanti o, meglio, è di chi si ama) ripetuta come un grido disperato, un ritornello carico di amore e passione, cioè carico di Patti Smith. La canzone fu poi inserita in "Easter", da cui fu estratta per girare come singolo in radio. Solo nel 2010 l'incisione originale di Springsteen troverà spazio nell'album "The promise". Ma dopo tanti anni, ormai, quel pezzo fa parte dell'immaginario che tutti attribuiamo a Patti Smith. "Because the night" è sua.

Dopo la morte del marito, il ritorno sulle scene.

Nel 1994 Fred Smith viene colpito da un infarto, lasciando Patti da sola a crescere i piccoli Jackson e Jessica. Due anni dopo al marito scomparso dedicherà l'album "Gone Again", con cui segnerà anche il suo ritorno sulle scene dopo il lungo periodo d'assenza che si era presa per vivere l'esperienza di moglie e madre. A quell'album Patti stava lavorando da tempo assieme al suo Fred. Da allora, fino ad oggi, non si è più fermata. Ha inciso altri album di successo, ha scritto libri, poesie, ha visto i suoi figli crescere e prendere ognuno la propria strada. Oggi compie 70 anni e la sua stella splende intatta nel firmamento del rock and roll. Tanti auguri Patti, e grazie per averci raccontato che la notte, ogni notte, è di chi si ama.