I cardinali che vivono in Vaticano dovranno comunicare a papa Francesco quando e dove andranno in vacanza. Lo ha messo nero su bianco il decano del collegio cardinalizio, l’ex segretario di Stato Angelo Sodano, su richiesta esplicita dello stesso pontefice, in una lettera che doveva restare riservata ma che è trapelata dalle mura leonine, probabilmente a causa del malumore di qualche cardinale che non si aspettava di riceverla

“Eminenza, una nobile tradizione ha sempre spinto i Confratelli Cardinali residenti “in Urbe” a segnalare al Santo Padre, per il tramite della Segreteria di Stato, il periodo delle loro assenze da Roma e l’indirizzo del loro soggiorno. – si legge nella breve comunicazione di Sodano – Recentemente il Papa Francesco ha chiesto al Decano del Collegio Cardinalizio di voler ricordare fraternamente ai singoli Cardinali l’opportunità di continuare in tale prassi, tanto più nel caso di una loro prolungata assenza da Roma. Da parte mia, compio volentieri tale venerato incarico, sicuro della massima considerazione che si vorrà dare ad esso.”

All’apparenza, quella di Sodano è una lettera innocua. A leggere tra le righe, invece, è una bacchettata ai cardinali che vivono e lavorano in Vaticano. E’, infatti, la prima volta da quando è Papa che Francesco fa inviare una lettera di questo tenore. Il che è segno di due cose: la prima è che i cardinali, quando lasciano Roma per andare a trascorrere qualche periodo di vacanza, non hanno la buona creanza di comunicarglielo. La seconda è che il Papa ha sentito l’esigenza di rimarcare che in Vaticano comanda lui e che chi vi risiede è tenuto a ricordarselo sempre. Una lettera di questo tenore è segno di un rapporto non saldissimo tra il Papa ed i cardinali di Curia,Una lettera di questo tenore è segno di un rapporto non saldissimo tra il Papa ed i cardinali di Curia, che, da sempre, erano quelli più vicini al pontefice.

Papa Francesco, invece, negli ultimi anni ha sempre più preso le distanze, vedendo quasi con fastidio molti dei cardinali che hanno importanti incarichi a Roma. Ne è prova il fatto che, un anno dopo la sua elezione al soglio pontificio, Francesco ha ritenuto circondarsi di un “cerchio magico” di porporati ritenuti suoi fedelissimi dopo lo scoppio dello scandalo Vatileaks 2 e non puntare più sul consiglio di quanti operano quotidianamente nella Curia romana.

E’ evidente che se i cardinali avessero un rapporto quotidiano con il Papa gli comunicherebbero, anche in via informale, dove vanno e quando se ne vanno. Così, ovviamente, non è ed il Papa, con un certo puntiglio, senza neppure sforzarsi a firmare una comunicazione diretta, glielo ha fatto notare, creando ulteriori malumori nel consesso cardinalizio.