“Io credo che la Chiesa non solo deve chiedere scusa ai gay, ma deve chiedere perdono anche ai poveri, alle donne stuprate, ai bambini sfruttati nel lavoro, deve chiedere scusa di aver benedetto tante armi. I cristiani devono chiedere perdono per aver accompagnato tante scelte sbagliate”: è quanto ha detto papa Francesco, sul volo di ritorno da Erevan, rispondendo alla domanda se è d'accordo con il cardinale Reinhard Marx che in un convegno internazionale a Dublino ha detto che la Chiesa deve chiedere scusa alla comunità gay. È stato un papa a tutto campo quello che per circa un’ora ha parlato con i giornalisti in volo. Bergoglio ha affrontato diversi temi senza dimenticare nemmeno la Brexit.

“Benedetto è emerito, papa è uno solo” – Ha commentato con i cronisti le dichiarazioni di monsignor Georg Gaenswein sul ministero petrino che ora sarebbe condiviso tra due Papi, uno attivo e uno contemplativo, dicendo che “c’è un solo Papa”. “L'altro – ha spiegato papa Francesco – è un Papa emerito, una figura che prima non c'era e a cui lui, con coraggio, preghiera, scienza, e anche teologia, ha aperto la strada. Non ho mai dimenticato il discorso che fece ai cardinali il 28 febbraio di tre anni fa: ‘tra voi di sicuro c'è il mio successore, a lui prometto obbedienza'. E l'ha fatto”. “Non ho letto le dichiarazioni, non ho avuto tempo per vedere queste cose”, ha premesso Francesco facendo riferimento a quanto detto da Gaenswein. “Benedetto è il Papa emerito – ha però spiegato -. Lui ha detto chiaramente quell'11 febbraio che dava le sue dimissioni a partire dal 28 febbraio, che si ritirava ad aiutare la Chiesa con la preghiera. E benedetto è nel suo monastero, pregando, io sono andato a trovarlo, lo sento ogni tanto al telefono. L'altro giorno mi ha scritto una letterina, con quella firma sua, facendomi gli augurio per questo viaggio”.

“Gli armeni? Non conoscevo altra parola se non genocidio” – Durante il viaggio papa Francesco è tornato anche sul tema del genocidio armeno, che ha causato la dura reazione della Turchia. “In Argentina quando si parla di sterminio degli armeni sempre si usava la parola genocidio. Non ne conoscevo un'altra. Solo quando sono venuto a Roma ho sentito un'altra parola, il ‘grande male', la tragedia terribile… E mi hanno detto che l'altra era offensiva”, ha spiegato Bergoglio ai giornalisti. “Per il mio passato con questa parola, per averla già usata pubblicamente, sarebbe suonato molto strano se non l'avessi usata in Armenia. Ma non l'ho mai detta con animo offensivo”, ha continuato. “Io ho sempre parlato di tre genocidi nel secolo scorso: il primo quello armeno, il secondo quello di Hitler e l'ultimo quello di Stalin. Ce ne sono stati altri, ad esempio in Africa, ma questi sono quelli nell'ambito delle due grandi guerre”, ha detto il Pontefice. Il vicepremier turco, Nurettin Canikli, aveva definito le dichiarazioni del Papa “molto spiacevoli” e che indicano la persistenza della “mentalità delle Crociate”.

Il commento di papa Francesco sulla Brexit – Riguardo la Brexit il Papa ha detto che “c’è aria di divisione, non solo in Europa”. “C'è qualcosa che non va – ha detto Bergoglio – in questa Unione ‘massiccia': forse occorre pensare a una nuova forma di unione, più libera. Ma non bisogna buttare via il bambino con l'acqua sporca”. “Queste divisioni – ha detto il Pontefice – non dico che sono pericolose, ma dobbiamo studiarle bene e prima di fare un passo avanti parlare bene tra noi e cercare soluzioni percorribili”.

“Lutero era un riformatore” – “Lutero fu un riformatore, le sue intenzioni non erano sbagliate”, ha poi detto il Papa parlando della sua partecipazione a ottobre in Svezia alle celebrazioni per il quinto centenario della Riforma luterana. “Io credo che le intenzioni di Martin Lutero non erano sbagliate. È un riformatore. Forse i metodi non erano quelli giusti, ma in quel tempo la Chiesa non era proprio un modello da imitare: c'era corruzione, mondanità, attaccamento ai soldi e al potere. Lui ha contestato, era intelligente, e ha fatto un passo avanti. Oggi crediamo di riprendere la strada per incontrarci dopo 500 anni”, ha spiegato il Pontefice.

Intanto la Turchia attacca ancora Bergoglio – Questa mattina, intanto, il ministero degli Esteri di Ankara ha diffuso un comunicato nel quale dice che il nuovo riconoscimento da parte di papa Francesco del massacro degli armeni avvenuto nel 1915 come un “genocidio” non aiuterà la pace e la stabilità nel Caucaso. “Il fatto che papa Francesco sia andato al memoriale del cosiddetto genocidio durante la sua visita in Armenia tra il 24 e il 26 giugno, abbia fatto dichiarazioni spiacevoli sugli incidenti del 1915, abbia fatto inaccettabili riferimenti agli incidenti del 1915 in una dichiarazione congiunta con il catholicos armeno, e abbia fatto dichiarazioni che sono state dimostrate essere bugie e calunnie al suo ritorno, ha mostrato ancora una volta la devozione incondizionata di Papa Francesco alla narrativa armena”, si legge nella nota di Ankara.