La piccola Aurora Maniero non ce l'ha fatta. Per anni ha lottato contro la leucemia che l'aveva colpita a soli 4 anni, ma lo scorso 8 agosto la piccola è stata strappata alla vita dal neuroblastoma. Aurora tre anni fa era improvvisamente diventata famosa in tutta Italia vincendo il "Premio della bontà", conferito dall'Arciconfraternita di Sant'Antonio per premiare la sua decisione di rinunciare ai classici regali di compleanno chiedendo invece delle donazioni per l'associazione Team for Children, onlus padovana fondata nel 2009 da Chiara Girello Azzena, Tomas Dalla Torre e Jgor Barbazza e che da anni collabora con i medici del reparto di Oncoematologia Pedriatica dell’Ospedale di Padova sostenendo psicologicamente ed economicamente le famiglie dei bambini e dei ragazzi malati.

"La solidarietà è inscritta dal Creatore nel cuore di ogni essere umano ma nei bimbi riesce spesso a risplendere in maniera del tutto speciale. Il gesto generoso di Aurora è testimonianza della forza dell’esempio della bontà", sostenne l'Arciconfraternita di Sant'Antonio motivando la concessione dell'onoreficenza alla piccola Aurora. La bimba ha trascorso oltre la metà della sua breve vita nelle stanze e nei corridoi del reparto di Oncoematologia pediatrica a Padova, dove i medici hanno tentato il tutto per tutto nel tentativo di salvarle la vita. Purtroppo nessuna cura ha funzionato, negli ultimi giorni il tumore le aveva creato problemi alle ossa, costringendola a muoversi in sedia a rotelle. L’ultimo saluto a Aurora si terrà con tutta probabilità sabato nella chiesa di Fossò tra qualche giorno.

I genitori di Aurora non erano sposati e da molto tempo la piccola chiedeva di poter assistere al loro matrimonio, come fosse uno dei suoi ultimi desideri. E ce l’ha fatta, nonostante la malattia le avesse portato tutte le forze, la piccola è riuscita ad assistere alla cerimonia, celebrata la scorsa settimana.