
Own Air è la nuova tappa del mio viaggio tra le startup web. Questa volta vado a conoscere Alfredo Borrelli, promotore del progetto.
D) Ciao Alfredo e grazie per avermi concesso quest’intervista. Ci spieghi in poche parole che cos’è Own Air?
R) Own Air è il tentativo ambizioso di creare la prima realtà italiana indipendente di distribuzione cinematografica online, sia in ambito current che library.
D) Come nasce Own Air?
R) Own Air viene fuori dalla passione di alcuni soci amanti del cinema in ogni suo aspetto. Contenutistico, produttivo, divulgativo. Diciamo che ci piace vedere anche quello che non ci fanno vedere, per le ragioni più disparate. Non a caso, il posizionamento (tradotto poi in claim) è Never seen on screen.
D) Come si è sviluppato il progetto
R) Lato back-end, abbiamo sviluppato una piattaforma in download che assecondi le esigenze di tutela dei file ma al contempo dia possibilità all'utente di guardare il film in streaming mentre scarica il file. È stato tanto affascinante quanto impegnativo, studiare e applicare le pratiche di DRM. Lato front-end, invece, abbiamo immaginato un hub comunicativo, con focus su Own Air e integrazioni con un catalogo di qualità (Fuel. Tank view), una testata giornalistica (Own News. Filmpaper) e una community che immaginiamo come una sorta di cineforum virtuale (Fyt. Film you think).
D) Qual è il vostro business model?
R) Prevediamo esclusivamente la fruizione in download, avendo a disposizione film in versione hd. Il prezzo è un po' più alto rispetto alla concorrenza, proprio perché il focus della nostra offerta è su film mai usciti in sala e dei cui diritti siamo interamente titolari. Quando possibile e necessario, forniremo le versioni in lingua e tutti gli extra di produzione. Ciò che vorremmo caratterizzasse Own Air, è l'estrema flessibilità dello strumento. La capacità di immaginare occasioni di visione, tempestivamente coerenti con ciò che accade nel mondo in generale e in quello dei cinema in particolare. Faccio un esempio, sapendo di non svelare nulla. È in uscita in Italia la biografia di Kissinger, sarebbe bello rilanciare, a traino, un film inedito in Italia quale Calle Santa Fe, che racconta la fine del sogno Allende e la genesi del regime Pinochet (su cui, da anni, si discute di un coinvolgimento proprio del diplomatico americano).
D) Qual è il vostro target?
R) Own Air si rivolge ad un ampio e potenziale bacino di utenza. Secondo una recente indagine Sipra/Audicinema, nel 2010 sono stati oltre cinque milioni gli italiani che non si sono recati al cinema perché strutturalmente la sala (scomoda, piena di persone e rumori, non c’è possibilità di fare intervalli…) non è invitante. Stando, invece, all'Anica, sono oltre venti milioni gli italiani che disertano la sala pur essendo appassionati di cinema e i motivi sono, oltre al costo elevato del biglietto, la preferenza per la fruizione da salotto. Senza dimenticare, inoltre, le persone che hanno problemi di mobilità non hanno la possibilità di spostarsi facilmente da casa. Non a caso, assecondando anche un’idea di responsabilità sociale e attenzione al prossimo che caratterizza tutti i soci di Own Air, abbiamo deciso di associare il progetto a Parent Project, organizzazione animata dai genitori di bambini affetti dalla Distrofia Muscolare di Duchenne e Becker. Abbiamo cercato una relazione stretta prodotto/utilità sociale, perché l’impegno fosse diretto, reale e concreto e non – come spesso purtroppo capita – di puro branding.
D) Quali sono i vostri competitor/modelli?
R) Dal punto di vista dell'organizzazione e razionalizzazione dell'offerta nonché dell'appeal grafico, certamente Mubi. Dal punto di vista del modello di offerta, ovviamente iTunes. Abbiamo idealmente tanti punti in comune ma tanto lavoro da fare per renderli concreti.
Ci piacerebbe, invece, lato offerta, essere una piattaforma modello per la capacità di sfruttare tutte le potenzialità del web, che ormai è il secondo media più consultato dopo la tv. Dunque, non solo film ma anche, perché no, pensando al nostro ambito di provenienza, backstage di spot pubblicitari ovvero, avendo anche la possibilità di offrire servizi in streaming, eventi, convention, contest. Come capacità di coinvolgimento attivo da parte degli utenti, sul versante della domanda, vorremmo esplorare l’ambito del film on demand, cioè l’organizzazione dal basso di proiezioni (pure offline) per utenti non raggiunti dalla tradizionale distribuzione. Questo richiederà anche una modifica del classico modello di finestre temporali (e, aggiungo, di ciclo di vita del prodotto film) che ancora caratterizza il mondo dei distributori italiani.
D) Quali sono gli obiettivi futuri?
R) Riprendendo le ultime cose, senza dubbio diventare un riferimento e un'opportunità commerciale sia per le case di distribuzione che non sempre riescono a trovare finestre in sala per i propri prodotti che per le piccole case di produzione di qualità che intendono coraggiosamente giungere direttamente al consumatore finale.
Grazie Alfredo e in bocca al lupo con Own Air.
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