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Ciak Two – Orizzonti di gloria

Se la televisione continua a riproporci repliche di vecchie serie televisive, di pari passo noi ne approfittiamo per continuare a riscoprire film, autori, interpreti che hanno segnato la storia del cinema. Dopo Questa è la mia vita di JL Godard è il turno del cineasta più amato e stimato dai più (non da me a dire il vero), sto parlando di Stanley Kubrick. Sono convinto che avrete già visto numerose volte Arancia Meccanica o Shining, quindi colgo l'occasione per presentare uno dei primi film del regista newyorkese: Orizzonti di Gloria (1957), con Kirk Douglas.

Ciak Two - Orizzonti di gloria.

Se la televisione continua a riproporci repliche di vecchie serie televisive, di pari passo noi ne approfittiamo per continuare a riscoprire film, autori, interpreti che hanno segnato la storia del cinema. Dopo Questa è la mia vita di JL Godard è il turno del cineasta più amato e stimato dai più (non da me a dire il vero), sto parlando di Stanley Kubrick. Sono convinto che avrete già visto numerose volte Arancia Meccanica o Shining, quindi colgo l’occasione per presentare uno dei primi film del regista newyorkese: Orizzonti di Gloria (1957), con Kirk Douglas.

La trama – E’ il 1916, la prima guerra mondiale è nel vivo, tedeschi e francesi si scontrano sul fronte occidentale. Il generale transalpino Mireau, affascinato dalla possibilità di ricevere un prestigioso incarico, ordina alle forze del 701° di attaccare il “formicaio”, postazione nemica da prendere assolutamente. La missione è di quelle impossibili, viste le difficoltà logistiche e la pessima condizione degli uomini a disposizione del colonnello Dax, capo della spedizione. In poche ore infatti, l’attacco fallisce e il generale Mireau, più preoccupato della sua carriera che della vita dei suoi soldati, infuriato decide di condannare a morte tre sopravvissuti a caso con l’accusa di codardia. Il colonnello Dax, esperto avvocato parigino, si schiererà con i suoi uomini e cercherà fino all’ultimo di difenderli da un’accusa tanto ingiusta quanto disumana.

I temi, lo stile – Il film è tratto dal romanzo omonimo di Humphrey Cobb e prende ispirazione da un episodio realmente accaduto durante la prima guerra mondiale, noto come “il caso dei caporali di Souain”. Il tema della “follia” dell’ambiente militare è cosa nota nel repertorio di Kubrick, basti pensare a Full Metal Jacket, Paura e Desiderio o Il dottor Stranamore. Qui le dinamiche non sono totalmente diverse, ma vi è una peculiarità: l’assenza del nemico. Non c’è fotogramma infatti, in cui si veda anche un solo gendarme teutonico; questo rende ancora il film più drammatico perchè il nemico allora, non è solito cattivo tedesco, ma l’uomo stesso, il fratello francese che ,preso dalla bramosia di potere, è capace di commettere anche il più crudele dei delitti: uccidere per ripicca. Ma è anche la stessa dimensione di soldato che fa scalpore, un oggetto pronto a rispondere agli ordini superiori, la cui vita è legata alla casualità della mira nemica. Un film che sottolinea la totale assenza di logicità della guerra e che inizia a delinare quello che sarà perfettamente descritto in Full Metal Jacket: lo svuotamento dell’uomo sotto la divisa militare. Piccola curiosità: l’unica donna che compare sullo schermo,  Suzanne Christian, diventerà poi la signora Kubrick.

A parte il fatto che molti dei suoi uomini non sono neppure usciti dalle trincee, c’è la questione del morale delle truppe.
Il morale delle truppe?
Certo. Questa fucilazione sarà un tonico per tutta la divisione. Ci sono poche cose più incoraggianti e stimolanti di veder morire gli altri.
Non ci avevo mai pensato.
Colonnello, i soldati son come i bambini. Per i bambini ci vogliono padri energici e per i soldati la disciplina.
Capisco.
E un modo per mantenere la disciplina è fucilare un uomo ogni tanto.

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