"Incitava mio figlio a scannarci tutti e due, era gelosa, era lei che lo picchiava. Basta balle in Tv: era tutt'altro che una brava ragazza". Sono le parole che precedono un momento surreale, carico di tensione, quello in cui i genitori di Lucio, il diciassettenne di Specchia, accusato dell'omicidio della fidanzatina, apprendono in Tv che il proprio figlio ha confessato. L'intervista è stata trasmessa da Rai Tre, nella puntata del 13 settembre del programma ‘Chi l'ha visto?'.

Le immagini mostrano l'inviata della trasmissione condotta da Federica Sciarelli, Paola Grauso, nella casa del diciassettenne. La signora Marzo, madre di Lucio e moglie di Biagio, a sua volta indagato per sequestro di persona e occultamento di cadavere, comincia a raccontare del periodo che ha preceduto la scomparsa di Noemi Durini, avvenuta lo scorso 3 settembre dalla cittadina di Specchia, nel Leccese.

‘Mi vergognavo di quel fidanzamento'

"Abbiamo passato un anno di inferno, stiamo prendendo gli ansiolitici", premette, poi interviene il marito Biagio, tratteggiando un ritratto duro della sedicenne: "È entrata in casa mia ben accetta come la fidanzatina di mio figlio, è cominciato un rapporto malato, era gelosa, mi ha chiamato con tutti gli epiteti, mi ha detto chiaramente che mi avrebbe fatto impazzire, mi ha chiamato drogato. Per la salute mentale di mio figlio ho tollerato il rapporto con questa ragazza purché lo facessero fuori dal paese, perché mi creava vergogna". "Mio figlio ha avuto tre trattamenti sanitari obbligatori, da quanto ha conosciuto questa ragazza". "È un po' strano, no?", chiede la giornalista: "Perché ha avuto tre TSO?". "Perché gli è dato di volta il cervello, da quando è ha incontrato questa ragazza – la prima ragazza della sua vita – è successo il finimondo. A un mio diniego di chiamare sua madre e di informarla che sarebbe rimasta a casa mia, la notte dopo si è infilata dalla finestra, si è chiusa nell'armadio e nottetempo è andata a dormire con mio figlio". "Si erano innamorati questi due ragazzi – fa notare Paola Grauso – "sembrava una cosa da ragazzini". "Pur avendo un anno meno di mio figlio aveva un ‘bagaglio' molto più grande, era lei che comandava tra i due".

Le accuse alla vittima.

Sull'atteggiamento violento di suo figlio Lucio descritto da amici della coppia dice: "Mi ha chiamato un professore dalla scuola dicendo di aver visto Noemi che assaliva mio figlio, era tutto graffiato: era lei che picchiava mio figlio". "Però dicono anche il contrario" ribatte l'inviata. Ancora per giustificare quanto dicono amici e conoscenti dei ragazzi, Marzo aggiunge: "Dopo tre trattamenti sanitari", "Voleva togliersela da dosso!", si intromette la moglie, per poi lasciare la parola al marito, che racconta: "Alla festa del patrono del paese (pochi giorni prima della morte di Noemi, ndr) lei gli è andata incontro dicendo: "Ti voglio bene, ti amo" e lui per scollarsela le ha dato quattro schiaffoni". Al riferimento della giornalista al video circolato online che ha immortalato Lucio mentre distrugge l'auto del padre di Noemi, poco dopo la scomparsa della fidanzatina, Marzo risponde: "Il padre di Noemi gli ha dato un pugno, allora mio figlio con una sedia gli ha sfasciato tutti i vetri, in modo che non scappassero, per bloccarli, perché sapeva che non avevano i documenti dell'auto"."Non è questo il modo" fa notare ancora una volta la Grauso.

Secondo Marzo, Noemi avrebbe aizzato suo figlio contro di loro: "Incitava mio figlio a scannarci tutti e due, aveva trovato un somma di denaro da dare a un certo tipo per comprare una pistola per spararci. Sentito questo ho sporto querela perché fosse allontanata da mio figlio. Basta balle in televisione, era tutt'altro che una brava ragazza, era una cresciuta allo stato brado, in strada da quando aveva 12 anni". Quanto al proprio ruolo nella vicenda, a fronte delle accuse di sequestro e occultamento di cadavere, precisa: "Sono stato un genitore accorto e ho visto tutti i cambiamenti di mio figlio, sta ragazza usava una tecnica per obbligare mio figlio ai suoi voleri: ti lascio e mio figlio sbatteva la testa contro il muro, per terra, quando ho visto queste cose ho dovuto intervenire coi sanitari. Lui aveva bisogno della mia presenza per sentirsi più uomo davanti a lei".

L'ultima sera.

Pochi minuti prima che arrivi la notizia della confessione di Lucio, suo padre ribadisce ancora una volta la sua versione dei fatti riguardo alla notte della scomparsa: "Si danno un appuntamento per il sabato notte, avendo mio figlio l'auto a disposizione. "‘Per favore, usciamo', gliel'ha chiesto piangendo lei!", interviene la moglie. "Mio figlio – riprende la parola Marzo – voleva prendersi un momento di intimità, molto probabilmente lei, però, era pronta a scendere dall'auto. Di fronte c'era una macchina scura parcheggiata, Noemi è scesa e si è incamminata verso la macchina, è salita e se ne sono andati". "A me Lucio ha detto: ‘Stai sereno, quando la troveranno capiranno che io non c'entro niente'".

La notizia choc della confessione.

"Hanno trovato la ragazza", lo interrompe la giornalista. "Bene! Son contento!", commenta prima di essere interrotto: "È morta e Lucio ha confessato". Marzo si accascia con le braccia sul tavolo, urlando: "Hanno creato un mostro!"."Hanno esasperato mio figlio – grida la moglie – suo padre (riferito a Noemi, ndr) ha mandato gente di Taviano per ammazzarlo, un tossico. "Siamo morti!" gridano insieme, poi la madre di Lucio si rivolge al marito: "Biagio è finita, dai".

Dopo la messa in onda dell'intervista, la conduttrice di Chi l'ha visto?, Federica Sciarelli, ha preso le distanze da quanto detto dai genitori di Lucio sul conto di Noemi.