Dopo le polemiche per le dichiarazioni della ministra dell’ecologia francese Ségolène Royal che, parlando in tv, aveva invitato a boicottare la Nutella perché usava olio di palma, a sostegno della famosa crema si sono schierate un po' a sorpresa Greenpeace e Wwf. "Ferrero, il produttore della Nutella, è uno dei gruppi più all'avanguardia in termini di sostenibilità per quanto riguarda l'approvvigionamento di olio di palma" ha spiegato infatti la coordinatrice di Greenpeace International per il problema della deforestazione connessa all'uso di olio di palma. Ricordando che l'olio di palma non viene utilizzato solo per la Nutella, ma per una serie infinita di altri prodotti, alimentari e non, Greenpeace sottolinea che "per andare incontro alle richieste dei suoi consumatori Ferrero è stata una delle prime società ad annunciare una policy interna per cessare l'utilizzo di olio di palma derivante da deforestazione".

Della stessa opinione anche il wwf Italia che promuove l'azienda che è stata tra le prime a livello internazionale ad aderire al sistema di certificazione che garantisce l'uso esclusivo di olio di palma proveniente da fonti sostenibili. "È l’unica certificazione esistente che assicura che le palme vengano coltivate solo in certe aree, per esempio campi già destinati all’agricoltura, senza intaccare le foreste, e che l’irrigazione venga fatta in modo sostenibile e consapevole, senza un utilizzo sconsiderato di pesticidi" spiegano dal wwf. Si tratta di un riconoscimento molto importate che dà ragione a quanto dichiarato dall'azienda dopo le accuse e cioè che dal 2013 il cento per cento dell'olio di palma utilizzato per la Nutella è certificato RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil)".