La Ferrero non è in vendita. Lo ha assicurato Giovanni Ferrero, amministratore delegato del colosso industriale italiano, che nel corso di un convegno tenuto all'Expo di Milano ha dichiarato di non avere nessuna intenzione di cedere l'azienda "di fronte a qualsiasi offerta, anche allettante". La possibilità che Ferrero, società produttrice – tra le altre cose – anche della famigerata Nutella, potesse vendere l'azienda era circolata insistentemente negli ultimi mesi, dopo la morte del fondatore Michele Ferrero.

"Mr Nutella", come era noto a tutti, è morto lo scorso 14 febbraio, all'età di 89 anni. Fu lui a rilevare l'attività del padre, avviata nel 1946, e traghettarla ai massimi livelli dell'industria dolciaria mondiale, tanto da aprire stabilimenti in 53 paesi e dare lavoro a 34mila persone. La vera fortuna di Michele Ferrero fu l'invenzione della Nutella, inizialmente chiamata Giandujot ma poi "ribattezzata". La "pasta spalmabile alla nocciola" si rivelò fin da subito un successo colossale dapprima in Italia, poi nel resto del mondo. Per fare in modo che la materia prima non scarseggiasse mai nel 1980 Ferrero piantò 6,6 milioni di alberi di Nocciolo in Argentina, Australia, Cile e Sudafrica. Il successo di Nutella fu travolgente, malgrado i pronostici dei rivali non fossero dei più rosei. Motta, altro colosso dell'industria dolciaria, ebbe a dire: "I Ferrero hanno trovato il modo di farsi del male, falliranno".