Nicole, morta a 18 anni per un gioco con l’auto. 13 mesi al conducente
Un gioco al volante, guidando a zigzag per divertirsi dopo una serata trascorsa in discoteca, fino a quando un terribile schianto provoca la morte di un passeggero. Si è spenta così Nicole Bergamo, una ragazza di 18 anni di San Vendemiano (Treviso). È morta sul colpo 9 mesi fa a Jesolo, alla guida dell’auto c’era un giovane che è stato condannato per quanto accaduto. Si tratta di Michael D’Altoè, 19enne di Mareno di Piave, che ha patteggiato 13 mesi di reclusione, con pena sospesa, e sospensione della patente per 3 anni. La sentenza è stata emessa dal gup Alberto Scaramuzza a Venezia. Sulla sua auto, nell’agosto del 2012, salirono in sette: gli amici erano diretti verso una paninoteca per mangiare qualcosa prima di tornare a casa. Ma solo pochi metri dopo la partenza ci fu il terribile schianto: il 19enne perse il controllo dell’auto finendo fuori strada, ribaltandosi e schiantandosi contro un albero.
Il comportamento “di imperizia e imprudenza” dell’indagato – Nelle indagini portate avanti dalla magistratura è emerso, tramite una perizia tecnica, che “l’incidente trovò causa esclusiva nel comportamento dell’indagato, il quale per cause in prima analisi legate allo stato psicofisico rilevato – il giovane risultò positivo all’alcol test con 1 grammo di alcol per litro nel sangue – e al comportamento tenuto di imperizia e imprudenza, perdeva il controllo della propria vettura che si trovava a marciare a circa 70 km/h, non riuscendo a mantenerla in carreggiata una volta innescato volontariamente una sequenza di scarti da destra a sinistra, e viceversa, messi in atto per diletto al fine di percorrere un tratto di strada zigzagando”. Secondo i legali dell’imputato, invece, l’auto aveva avuto un problema a un pneumatico a causa di un chiodo.