Strade bloccate, auto in panne, continue interruzioni dell'erogazione di corrente elettrica. Sono queste le principali criticità che decine di migliaia di cittadini, residenti tra l'Abruzzo e le Marche, sono costretti a vivere da ieri mattina, da quando cioè il maltempo e la neve hanno raggiunto il picco di intensità nelle regioni del centro sud Italia, provocando anche un morto nel brindisino, a Ceglie Messapica.

La situazione peggiore viene registrata in Abruzzo e nel sud delle Marche, tra le province di Ascoli Piceno e Fermo, dove nella giornata di ieri numerosi comuni sono rimasti senza corrente elettrica e migliaia di cittadini non hanno potuto neanche riscaldarsi. In Abruzzo la Regione ha avviato la procedura per la richiesta dello stato di emergenza nazionale, e anche qui ieri 300mila persone sono rimaste senza elettricità. A Sant'Omero, in provincia di Teramo, un ragazzo è rimasto ferito dal crollo di un tetto ricoperto di neve. La carenza di energia elettrica ha portato alla chiusura dell'ospedale di Atri, mentre almeno 5mila persone sono state interessate anche da grave carenza idrica. Tale situazione è stata causata dall'interruzione della fornitura di energia sui Pozzi Mortaio D'Angri-Tavo Nord, con conseguenti cali di pressione o difficoltà ad erogare acqua in diversi comuni. Nel frattempo è esondato il fiume Pescara, e l'omonima città costiera è, in alcuni tratti, stata sommersa dall'acqua. Alle 8 di questa mattina risultavano 87mila le utenze ancora senza luce: 48 mila nel teramano, 27 mila nel chietino e 12 mila nel pescarese. Migliaia di persone sono però ancora senza corrente elettrica, e spesso senza possibilità di riscaldarsi, anche in provincia di Ascoli Piceno a causa di un grave guasto alla linea Enel.

Le difficoltà più gravi sono state riscontrate nelle aree colpite dai terremoti di agosto e ottobre, tra le migliaia di cittadini ancora in alloggi di fortuna che hanno dovuto fare i conti con la neve ed il freddo. Ad Amatrice, come se non bastasse, a causa del peso della neve è crollato il  presidio sanitario temporaneo installato presso l'istituto Don Minozzi. La struttura provvisoria allestita dalla Regione Lazio in sostituzione dell'ospedale Grifoni, inagibile dal 24 agosto, non ha retto al maltempo ed è collassata su se stessa. L'eventualità era nell'aria da giorni, da quando cioè la Regione aveva annunciato la sostituzione dei presidi sanitari temporanei con strutture più solide, pronte ad erogare servizi di assistenza base entro i prossimi 45 giorni.