Purtroppo come si temeva salgono ufficialmente a quattro le vittime del terribile naufragio avvenuto martedì a Rimini dove un'imbarcazione a vela con sei persone a bordo, cinque uomini e una donna, si è schiantata contro gli scogli nel tentativo di entrare in porto mentre era in atto una burrasca. Dopo una ricerca andata avanti per ore e non senza difficoltà proprio a causa del maltempo che imperversava in zona, questa mattina infatti gli uomini della Guardia Costiera di Rimini hanno annunciato di aver recuperato i corpi senza vita delle tre persone che risultavano ancora disperse dopo il disastro.

Secondo le prime notizie uno dei dispersi era ancora nei pressi dell'imbarcazione che è andata completamente distrutta, un altro invece è stato ritrovato incagliato negli scogli poco lontano, il terzo infine è stato recuperato sulla spiaggia nei pressi del bagno 44 dove era stato sospinto dalla corrente del mare. Una quarta vittima era stata recuperata già martedì subito dopo l'incidente. Gli unici superstiti del naufragio di Rimini sono due persone che sono riuscite a mettersi in salvo e poi prontamente recuperate di soccorritori giunti sul posto che hanno provveduto a trasportarli in ospedale in codice rosso. Le loro condizioni di salute sono state giudicate gravissime dai medici

Sull'imbarcazione naufragata, una barca a vela lunga una quindicina di metri partita dal porto di Marina di Ravenna e diretta a Trapani, in Sicilia, c'erano in tutto sei persone provenienti da Bussolengo, nel Veronese, tra di loro un padre di 65 anni con la figlia e il fidanzato della figlia. Non riuscendo a proseguire a causa del maltempo, aveva chiesto di poter entrare in porto a Rimini per ripararsi dalle condizioni meteo avverse e gli era stata data l'autorizzazione. Durante la manovra però la corrente e le onde l'hanno sbattuta contro la scogliera ribaltandola.