"Siamo di fronte ad una decisione urgente. Che non è decidere quale combinazione di sigle potrà sostenere il prossimo governo fotocopia, ma come far sì che nel prossimo Parlamento sia rappresentata la parte più fragile di questo Paese e quanti, giovani e meno giovani, in seguito alla crisi, sono scivolati nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuro e di prospettive. La parte di tutti coloro che da anni non votano perché non credono che la politica possa avere risposte per la loro vita quotidiana: coloro che non sono garantiti perché senza lavoro, o con lavoro precario; coloro che non arrivano alla fine del mese, per stipendi insufficienti o pensioni da fame".

Con queste parole Anna Falcone e Tomaso Montanari avevano lanciato l'iniziativa di oggi al Brancaccio di Roma, la prima assemblea nazionale "per la democrazia e l'uguaglianza", ovvero il tentativo di creare uno spazio politico nuovo nel quale strutturare una lista unica a sinistra, in grado di raccogliere soggetti diversi e non solo riconducibili ai partiti "tradizionali".

Un appello raccolto da molti esponenti politici e del mondo dell'associazionismo, che ha visto nell'evento del teatro Brancaccio un primo momento di confronto, con gli interventi dal palco e la partecipazione di Fratoianni (Sinistra Italiana), Gotor (Mdp – Articolo 1), Civati (Possibile) . Per Tomaso Montanari c'è lo spazio e la possibilità perché l'esperimento riesca: "Questa cosa nasce per ambire a percentuali a due cifre, altrimenti non serve a niente. Se dovesse ridursi a una nuova lista Arcobaleno dirò per primo che ha fallito". Il percorso sembra già segnato: "In autunno faremo una nuova grande assemblea nazionale in cui decideremo nome, progetto, simbolo, e criteri per stabilire le candidature che saranno collegio per collegio. Vogliamo formare una grande lista nazionale di sinistra, ma perché vada in porto dovremo essere centinaia di migliaia in autunno".