Non è la prima volta che la Nasa ci sorprende con i suoi annunci. Soltanto qualche mese fa l'ente di ricerca americano aveva fatto trepidare mezzo mondo, con la promessa di una clamorosa notizia, che poi si è rivelata essere la (meno clamorosa) scoperta di un nuovo buco nero. Qualche tempo dopo invece, è circolata la voce della presunta e inquietante presenza sulla Terra di alcuni alieni che si sarebbero nutriti di arsenico, notizia che ha destato lo sconcerto di centinaia di persone ansiose di trovarsi faccia a faccia con una nuova e rispolverata versione di E.T., l'extraterrestre di Spielberg.

Questa volta invece, pare che un ricercatore della Nasa abbia scoperto una forma di vita aliena fossilizzata, approdata sul pianeta azzurro dallo spazio milioni di anni fa. L'autore di questa sensazionale scoperta, che potrebbe spiegare l'origine della vita sulla Terra, è l'astrobiologo Richard Hoover, operante nel Marshall Space Flight Center della Nasa, e queste sue deduzioni, frutto di anni di studi e ricerche, sono state pubblicate sulla rivista scientifica Journal of Cosmology.

Gli studi di Hoover si basano su un'attenta analisi di fossili di batteri di piccolissime dimensioni precipitati in diverse zone del mondo. "La scoperta ci dice che la vita nell'Universo è assai più diffusa di quel che pensiamo.", ha commentato il ricercatore, "Guardando le meteoriti al microscopio ho rilevato vari tipi di fossili di batteri diversi, alcuni dei quali assomigliano a batteri terrestri, altri sono invece, sono del tutto sconosciuti, veri e propri alieni"

Se le intuizioni di Hoover si dovessero rivelare esatte, verrebbe ripresa in considerazione l'ipotesi della panspermia, secondo cui la vita sarebbe arrivata dallo spazio sui vari pianeti (compresa naturalmente la Terra). A questo proposito, l'astrobiologo ha sottolineato: "Un elemento importante è il fatto che molti dei batteri siano riconoscibili e si possano confrontare con specie terrestri. Questo lega la vita del nostro pianeta con quella portata dallo spazio".

Ma, com'era prevedibile, la scoperta di Hoover, desta anche un certo scetticismo da parte di altri studiosi. Seth Shostak, astronomo presso l'Istituto SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence), ritiene infatti, che sia davvero difficile credere ad una scoperta di questo genere. "Se ciò che sostiene Hoover fosse vero, le implicazioni sarebbero di vasta portata in tutto il campo della scienza e dell'astronomia", ha detto l'astronomo. Ma a far luce sull'affascinante scoperta di  Hoover ci penserà un'equipe di studiosi che sottoporrà ad attenti test le sue ricerche.