L'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano punzecchia le forze politiche che ora, a differenza del passato, tuonano contro l'abuso delle intercettazioni telefoniche e la conseguente diffusione mediatica degli stralci, spesso non penalmente rilevanti. "Tutti adesso gridano contro l'abuso delle intercettazioni e l'abuso della pubblicazione. È un'ipocrisia paurosa perché è una questione aperta da anni e anni con sollecitazioni frequenti e molto forti da parte delle alte istituzioni. Io personalmente ho messo il dito in questa piaga e non c'è mai stata una manifestazione di volontà politica per concordare provvedimenti che avessero messo termine a questa insopportabile violazione della libertà dei cittadini, dello stato di diritto e degli equilibri istituzionali", ha spiegato Napolitano, riferendosi alla pubblicazione delle conversazioni tra Matteo Renzi e il padre Tiziano, indagato nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti Consip.

"Ieri sera seguendo un dibattito in tv c'è stata una cosa che mi ha veramente molto colpito: tutti adesso gridano contro l'abuso delle intercettazioni e l'abuso della pubblicazione, non si sa quanto fedele, dei resoconti. Ma prima di ripetere le rampogne si chieda perché fino a oggi sono sfuggiti a qualsiasi soluzione normativa. Quella dell'abuso delle intercettazioni è una vicenda che si trascina in modo intollerabile, ha dichiarato Napolitano al termine della cerimonia di premiazione di Emma Bonino all'Ispi.

Per quanto riguarda la legge elettorale, l'ex presidente Napolitano è intervenuto anche nel dibattito sostenendo: "Evocare l'eventuale soluzione di un decreto, anche come arma estrema per uscirne tra qualche settimana, credo sia alquanto abnorme. Non è questo che ha suggerito la Corte Costituzionale. Penso che sarebbe assolutamente obbligatorio per qualsiasi forza politica che abbia un minimo di senso di responsabilità collaborare a un'intesa non piegata sul calcolo particolare o illusorio di nessuna singola forza politica"-