Dopo le polemiche dei giorni scorsi in merito al suo Muslim Ban, Donald Trump ha provato in qualche modo a tendere la mano ai rifugiati, assicurando che saranno accolti ma solo a patto che “amino noi e i nostri valori”. Il presidente american ne ha parlato al National Prayer Breakfast, un incontro di preghiera che ogni anno si svolge a Washington promosso da un’associazione conservatrice evangelica. "Nei prossimi giorni svilupperemo un sistema per essere sicuri che le persone ammesse nel nostro Paese abbraccino pienamente i nostri valori delle libertà religiose e personali e che respingano ogni forma di oppressione e discriminazione", ha spiegato Trump. "Vogliamo che le persone vengano nella nostra nazione ma vogliamo persone che amino noi e i nostri valori. Non che odino noi e i nostri valori", ha aggiunto il nuovo inquilino della Casa Bianca.

Trump – Messico, sempre polemica sul muro.

Non sembra esserci amore invece col Messico. Almeno a quanto scrive Associated Press, secondo cu il  presidente americano avrebbe minacciato il suo omologo messicano Pena Nieto di “usare l'esercito” se il governo non si impegnerà a bloccare i ‘bad hombres' che entrano negli Usa. L'indiscrezione dell’autorevole media USA consta anche di ua trascrizione della telefonata tra i due avvenuta il 27 gennaio. “Avete un sacco di ‘bad hombres' (persone cattive) laggiù” avrebbe detto Trump per poi aggiungere: “Non state facendo abbastanza per fermarli. Penso che i vostri soldati abbiano paura. I nostri no, potrei inviarli laggiù per occuparsi della questione” ha detto ancora Trump, intenzionato più che mai a costruire il tanto discusso muro di confine.

Polemiche con l'Australia sui rifugiati.

E poco amorevole è stata anche la telefonata che Trump ha avuto con il primo ministro australiano Malcolm Turnbull. Stando al Washington Post, il Presidente USA avrebbe accusato l'Australia di voler “esportare terroristi”. Secondo l’indiscrezione, Turnbull avrebbe chiesto alla Casa Bianca di rispettare l'accordo secondo cui gli Stati Uniti dovrebbero accogliere 1.250 rifugiati al momento nelle carceri australiane. “È la peggiore intesa di sempre” avrebbe tuonato il presidente americano chiudendo la telefonata dopo 25 minuti rispetto ai 60 previsti, secondo quanto scrive il quotidiano della Capitale.