È morto oggi all'età di 90 anni Bernardo Caprotti, fondatore  e storico leader del gruppo della grande distribuzione Esselunga. Come comunicato dalla moglie Giuliana, per la morte di Caprotti non ci saranno necrologi, come lui stesso aveva chiesto, mentre le esequie avverranno in forma strettamente privata. Nato nel 1925 Caprotti avrebbe compiuto 91 anni tra qualche giorno, il 7 ottobre prossimo.

Brianzolo, nato da una famiglia di industriali tessili, dopo gli studi aveva iniziato a lavorare nelle aziende di famiglia arrivando agli inizi degli anni '50 a gestire direttamente l'impresa dopo la morte del padre. Nel 1957 partecipò alla fondazione della prima società di supermercati in Italia, la Supermarkets italiani Spa, con il primo negozio in viale Regina Giovanna, nei pressi di Porta Venezia, a Milano.

Solo nel 1965 però Caprotti inizierà a gestire a tempo pieno l'azienda cambiando la denominazione in Esselunga, ispirata dal logo con la "s" allungata ideato dal grafico Max Huber. Un nome  un simbolo rimasti fino ad oggi dopo che l'azienda si è trasformata in una catena di supermercati diffusi in tutto il nord e centro Italia e arrivata ad avere oltre 22 mila lavoratori.

Recentemente il suo nome era salito agli onori della cronaca per la battaglia legale intrapresa con i figli proprio attorno al controllo del gruppo da lui fondato. Nel 2013 infatti aveva rassegnato le dimissioni da tutte le cariche aziendali, ma dopo aver ceduto la guida ai figli  Caprotti aveva deciso di riprendersi il controllo di Esselunga scatenando la loro reazione  sfociata poi in una battaglia legale in famiglia dalla quale alla fine era uscito vincitore. Nell'ultimissimo periodo Caprotti aveva accarezzato l'idea di vendere l'intero gruppo per evitare una guerra famigliare tra i figli Giuseppe, Violetta e Marina dopo la sua morte. Per questo aveva dato già mandato alla banca d’affari Citigroup per valutare le manifestazioni di interesse di Blackstone e Cvc.