I corpi in decomposizione di tre alpinisti sono stati rinvenuti sul ghiacciaio del Miage, sul Monte Bianco. A scoprirli è stato un alpinista francese che ha poi segnalato il fatto alla centrale unica di soccorso della Valle d’Aosta e consegnato un portafogli, rinvenuto nelle vicinanze dei cadaveri, contenente una carta di identità tedesca rilasciata nel 1995 ad un uomo che all’epoca aveva 23 anni. Il soccorso alpino della Guardia di finanza di Entreves sta operando sul posto per definire l’esatta posizione e per organizzare il recupero che avverrà non prima di giovedì a causa del cattivo tempo. Qualsiasi sorvolo con l’elicottero è stato infatti impedito da un’ondata di maltempo in Val Vény.

Centinaia gli alpinisti dispersi negli anni sul Monte Bianco.

La vetta del Miage nella sua storia conta diverse vittime, le ultime due nel dicembre del 2014 quando due gemelli francesi di 22 anni avevano perso la vita. I corpi rinvenuti oggi, tutti in avanzato stato di decomposizione, devono essere stati vittime di un incidente che risale con ogni probabilità alla fine degli anni Novanta, visto anche il particolare della tessera rinvenuta. Ora si cercherà una corrispondenza nell'archivio dei dispersi sul Monte Bianco che conta oltre un centinaio di nomi. Circa 10 giorni fa sempre sulla vetta più alta d’Europa, nella zona del ghiacciaio della Brenva, sul versante italiano, sono stati rinvenuti i resti di un alpinista francese scomparso probabilmente negli anni Ottanta, recuperati dal Soccorso alpino delle Fiamme Gialle con l'elicottero. Ritrovamenti che avvengono sempre più frequentemente a causa del ritiro dei ghiacciai del massiccio.