Ultimo paese in Europa per occupazione delle mamme, in Italia lavora soltanto una su due dopo il primo figlio e la percentuale cala ancor di più dopo il secondo. Controtendenza rispetto a paesi come l'Olanda, dove le donne dopo il secondo parto tornano a lavorare, in generale in tutta la zona Euro l'occupazione delle donne scende dello 0,6% in dieci anni. I dati Eurostat confermano che sebbene domani sia l'8 marzo – festa delle donne – in Europa, il gentil sesso non se la passa troppo bene. Nei 27 paesi dell'Unione, l'occupazione femminile è inversamente proporzionale al numero di figli. Da sottolineare, per gli uomini accade esattamente il contrario: aumenta l'occupazione all'aumentare del numero di figli.

In Italia il problema dell'occupazione femminile, soprattutto per le mamme, è particolarmente sentito per la carenza di strutture pubbliche di assistenza come asili nido. Per le donne tra i 25 e i 54 anni, i due paesi dove è più difficile lavorare dopo il parto sono Italia e Malta, in coda alle classifiche europee. L'occupazione delle donne senza figli, in Europa, è mediamente del 75,8%, capolista la Germania con un tasso del 81,8%. In Italia, la percentuale scende al 63,9%. Per quanto riguarda le madri con un figlio, la media europea si assesta sul 71,3%, con la Francia a fare da leader al 78%. Ancora una volta, in Italia soltanto il 59% delle mamme con un figlio torna a lavorare. A situazione diventa più difficile con due figli, la media di occupazione Europea è del 69,2%, con il Beglio che arriva a 77,2%. Italia ancora in fondo alla lista, con appena il 54,1% di mamme occupate.

Dal 1999 al 2009, l'occupazione femminile il Europa è scesa dello 0,6%. In Italia il calo è più drastico e arriva al 1,2%. Il tasso di inattività economica, cioè delle persone che non cercano nemmeno un lavoro, disegna una situazione a tinte ancor più fosche per l'occupazione femminile. In Europa a sperimentare questa situazione sono 8,7 milioni di uomini contro i 23,4 milioni di donne. In Italia, il dato raggiunge il 35,5% per le donne totalmente fuori dal mercato del lavoro. Secondo gli esperti, questi dati sono frutto della crisi economica cominciata nel 2008, che ha colpito maggiormente le fasce più deboli.Basti pensare ai dati Istati sulla disoccupazione giovanile, che in Italia arriva al 29,4%. Insomma, per le donne alla vigilia dell'8 marzo in Italia, c'è davvero poco da festeggiare.