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Ma ‘ndo vai se la banda larga non ce l'hai?

Quando Steve Jobs aveva 18 anni Internet non esisteva. Oggi l'Europa vuole il 100% di case connesse in larga banda al 2015. L'Italia che intenzioni ha?

Ma 'ndo vai se la banda larga non ce l'hai?

Mi piace cominciare questa fanpage d'autore, le storie per un nuovo mondo, partendo dalle basi, da dove tutto è cominciato: Internet. In questi giorni è circolato molto il post “Se Steve fosse nato a Napoli” in cui si ipotizza la nascita di Jobs nella città di Pulcinella con tutti i rischi, i pericoli e le difficoltà che porta vivere e fare impresa al Sud Italia. Alcuni sono degli stereotipi un po' banali e superficiali, altri invece ancora attuali e riguardano l'arretratezza cronica del nostro Paese, il muro della burocrazia, l'ottusità della politica. Il parallelismo con il nostro Olivetti è stato subito spontaneo.

Non voglio essere un guru ma preferisco di gran lunga dedicarmi al “fare”. Una delle lezioni che Guy Kawasaki ha imparato da Steve Jobs è proprio quella di ascoltare sempre i consigli di giornalisti ed esperti di settore ma ricordarsi che in fin dei conti loro non sanno creare un prodotto o un servizio. Per lo meno non partendo da zero.

Tanti si sono interrogati sul perchè uno Steve Jobs non sia nato in Italia o in altre nazioni. Quando Jobs aveva 18 anni Internet non esisteva. Non c'era il World Wide Web che fu poi inventato da Tim Berners Lee proprio su di una delle macchine che Jobs aveva sviluppato insieme a Wozniak. In Italia bisogna smettere di lamentarsi ma studiare per creare, innovare, inventare il mondo che vogliamo anche solo semplicemente facendo per bene il proprio mestiere.

Qui è tutto più difficile? Il 42,1% degli italiani non ha mai usato Internet. La nostra Rete mobile è forse paragonabile a quella di San Francisco, la città della Silicon Valley da dove è nata la web economy ma l'UMTS non ha abbattuto il digital divide e sarà difficile anche per il 4G le cui frequenze sono messe all'asta in questi giorni. Non si può dire diversamente riguardo la penetrazione e soprattutto la qualità della banda larga in Italia affetta da limitazioni di traffico (siamo fermi ancora alla guerra al file sharing ed al p2p), colli di bottiglia cronici, velocità inferiori rispetto a quelle degli altri Paesi. 

La vita comincia a 100 Mbps simmetrici

Gaspar Torriero

Gaspar Torriero disse che la vita comincia a 100 Mbps simmetrici: l'idea è quella di lavorare sull'abbondanza e non sulla scarsità delle connessioni introducendo la fibra ottica. E' una linea guida indicata dall'agenda digitale europea che prevede ed ordina ai Paesi di raggiungere il 100% di case connesse in larga banda al 2015 con una soglia di 30MB per tutti entro il 2020: alcuni Paesi come Finlandia e Danimarca riusciranno a raggiungere o ad avvicinarsi a questi obiettivi mentre l'Italia è ferma tra lobby e giochi di potere con l'NGN che scivola pian piano ogni giorno sul tavolo del ministro Romani. Non è neanche più un problema culturale o di visione, gli interessi vengono messi in primo piano rispetto al futuro dell'Italia: non ci sono soldi per investire o ancora meglio non si vuole finanziare questo settore perchè non se ne comprende l'universale importanza strategica.

Miseri voi se decidete di basare tutto sul prezzo. Miseri ancora di più se decidete di competere solo sul prezzo. Il prezzo non è tutto ciò che conta: quello che conta, almeno per un po’ di gente, è il valore.

In Filandia Internet è diventato un diritto universale grazie anche alla fibra ottica. In Italia Telecom possiede 112 milioni di chilometri di cavi in rame e 4,3 milioni di chilometri di cavi in fibra: nelle 12 città italiane principali ci sono circa 4 milioni di utenti che bisogna collegare con tecnologia mista FTTH/GPON (fibra a casa) e FTTC  nei prossimi 3-4 anni con un investimento che si attesta a circa 2 miliardi, una bazzecola per Telecom Italia. Eppure è tutto fermo, l'NGN è al palo e le telco non riescono a mettersi insieme per creare un serio piano nazionale per la banda larga. Il paventarsi di piccoli operatori come Metroweb con progetti di banda ultra larga non rappresentano una soluzione definitiva e le buone notizie come la Rete wifi sullo stretto di Messina non sono mai troppe.

Tra circa un mese a Roma si festeggeranno i 20 anni del Web con una iniziativa organizzata da Telecom Italia che coinvolgerà proprio Tim Berners Lee. Speriamo che l'informatico britannico non provi a connettersi per fare una videochiamata perchè rischieremmo di fare una brutta figura.

Mal che vada potremmo sempre farci suggerire come intervenire per avere una Rete più solida in Italia.

Immagini: LaPresse

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