Luciano De Simone
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Vive e lavora a Torino. Studi di architettura, comunicazione visiva e fotografia. Regista e video performer. Esperto di comunicazione urbanistica e delle trasformazioni fisiche sociali e culturali delle aree urbane. Cura e produce mostre eventi installazioni e centri informativi. Si occupa di new tech linguaggi e piani di comunicazione. Ha tenuto corsi di rappresentazione del progetto presso la facoltà di Architettura dell'Università di Torino e work shop sulla comunicazione ai cittadini di progetti ambientali. Collabora con molte pubbliche amministrazioni italiane. Alterna l'attività di autore a quella di progettista di modelli informativi.
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Cecità istituzionale

Il coworking è un fenomeno che si espande a ritmo esponenziale nel mondo dal 2005, ma in Italia è totalmente ignorato da istituzioni, politica e media. Un cambiamento culturale profondo che le istituzioni osteggiano implicitamente, invece di incentivarlo, diffonderlo, promuoverlo come chiave possibile e concreta per contrastare la crisi in atto.

CoWorking...in progress

Il co-working non è soltanto un modo diverso di lavorare, è anche uno stile di vita che rende le persone più produttive e con maggiori opportunità di seguire le proprie aspirazioni, anziché adattarsi a ciò che passa il convento/mercato. Praticamente sconosciuto in Italia, in America il 40% dei nuovi posti di lavoro arriva da realtà di co-working.

Berlusconi: la vendetta della cattiva coscienza

In questi anni, nell'ansia di abbattere il personaggio Berlusconi, si è trascurato il meccanismo politico e culturale che l'ha generato, anzi, lo si è alimentato fino al parossismo.

La perdita delle parole

E' opinione diffusa che la maniera più corretta di scrivere, quella più efficace e brillante, sia quella di usare il minor numero di parole possibile. Possibile per fare che? La capacità di sintesi non è una qualità, se applicata alla comprensione delle cose diventa un'arma mortale.

La Grande Bellezza

Un film "buñuelliano" più che "felliniano", come la critica ha azzardato paragonandolo in qualche modo alla Dolce Vita con cui non ha niente a che spartire. Un violento e grottesco attacco a borghesia, clero e autoreferenzialità di un mondo, invisibile ai più, vittima in agonia delle proprie nefandezze.

Concerto e ControConcerto

Il Concertone del 1° maggio è da sempre un evento sociale più che musicale. Ieri di Concertoni ce ne sono stati addirittura due. Hanno fatto emergere la fotografia di due Italie: una di cartapesta, l'altra di carne e sangue.

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