Le vittime accertate sono 13: sette le italiane rimaste uccise.

"Dai riscontri incrociati sono 7 le vittime italiane" anche se bisogna attendere l'identificazione" per avere la "certezza piena". Lo ha fatto sapere il capo dell'unità di crisi della Farnesina, Claudio Taffuri, parlando ai cronisti in riferimento alla tragedia di ieri in Spagna. Le studentesse italiane vittime dell'incidente del bus in Catalogna sono sette. Ecco la lista dei nomi: Francesca Bonello; Elisa Valent; Valentina Gallo; Elena Maestrini; Lucrezia Borghi; Serena Saracino; Elisa Scarascia Mugnozza. I feriti italiani invece "sono 6 di cui due già dimessi e due seri". Taffuri ha sottolineato la "complessità delle operazioni in corso, c'erano oltre 300 persone sui 5 autobus, molti italiani e anche tane altre nazionalità". "Tutti questi ragazzi non si erano notificati a noi, non ne sapevamo nulla fino a quando c'è stata la tragedia", ha aggiunto, ribadendo la necessità di attendere l'identificazione delle famiglie. Sulle cause dell'incidente, sta lavorando la polizia spagnola, "da quanto abbiamo appreso è stato un vero incidente stradale causato da un errore umano". A confermare l'ipotesi di un errore umano le stesse parole che l'autista del bus avrebbe riferito ai soccorsi. "Mi dispiace, mi sono addormentato" avrebbe dichiarato il 63enne secondo imedia spagnoli.


Ferita una studentessa dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Una studentessa 24enne di Giurisprudenza all'Università di Modena e Reggio Emilia è rimasta ferita nell'incidente stradale in Spagna. Lo ha comunicato l’ateneo modenese che in Spagna, nell'ambito del Progetto Erasmus, vede presenti 11 studenti. La giovane, a quanto si apprende dall'università emiliana, è rimasta ferita in modo grave ma non risulta essere in pericolo di vita. L'Università di Bologna che ha sedi anche a Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, ha invece 34 studenti impegnati nell'Erasmus in Spagna: l'ateneo – ha spiegato l'ufficio stampa – non ha ancora ricevuto notizie sul loro eventuale coinvolgimento nell'incidente del bus in Catalogna, né dalle autorità spagnole né da quelle italiane. Non ci sono notizie dalle altre università, emiliano-romagnole, di studenti coinvolti nel drammatico incidente.


Quattro italiani ricoverati.

Quattro italiani ricoverati. Sono quattro, tre ragazze e un ragazzo, gli studenti italiani ricoverati in Catalogna, negli ospedali di Tortosa, Reus, Tarragona e Barcellona. Uno è "in condizioni più complesse" ma per tutti e quattro i medici escludono rischi per la vita. Sono "in condizioni stabili" e "nessuno è in stato critico", ha precisato l'ambasciatore.


Renzi in Catalogna: “Oggi è un giorno difficile da mandare giù”

Come annunciato, il Premier Renzi è giunto oggi pomeriggio in Catalogna dove ha incontrato i familiari delle vittime italiane del tragico incidente del bus in Spagna. A raccontarlo è stato lui stesso su facebook: "Oggi è un giorno difficile da mandare giù. È il 21 Marzo, è primavera. Sarebbe primavera. Perché come fai a parlare di primavera con le foto di sette ragazze che ti sorridono dalle immagini dei giornali online, ma che in realtà hanno chiuso gli occhi per sempre". "Sono andato in Catalogna ad abbracciare i feriti e le famiglie delle vittime, assistite dall’Unità di Crisi della Farnesina e dall’Ambasciata italiana in Spagna" ha scritto ancora Renzi, aggiungendo: "Ho chiesto alle autorità locali di aiutarci a restituire i corpi alle famiglie il prima possibile. Ma soprattutto ho portato a quei genitori l’affetto e la commozione degli italiani, tutti, tutti insieme, nessuno escluso". Poco prima anche il padre di Serena Saracino aveva confermato l'incontro, spiegando: "Renzi ci ha dato tutto l'appoggio possibile, soprattutto per quel che riguarda il rientro delle salme a casa con aerei militari. Ci hanno promesso che sarà prima di Pasqua".


Il papà di Serena: “Senza di lei non viviamo, andiamo a casa e ci ammazziamo”

È sconvolto il padre di Serena Saracino, una delle due ragazze torinesi decedute nel tragico incidente del bus in Spagna. Dopo il riconoscimento della salma della giovane studentessa 23enne, Alessandro Saracino non si dà pace per quello che è accaduto e ai microfoni di Pomeriggio 5 ha dichiarato: "Io e mia moglie andiamo a casa e ci ammazziamo. Non possiamo pensare di vivere senza la nostra Serena". "Era un angelo dai capelli lunghi, molto studiosa e ubbidente come oggi è difficile trovare. Amava molto Barcellona che però le è costata la vita e ha ucciso anche il suo papà e la sua mamma" ha proseguito l'uomo arrivato in Spagna nella tarda serata e tra i primi familiari a parlare. "Abbiamo riconosciuto a stento nostra figlia, era una ragazza bellissima. Prima ci hanno mostrato una foto per non farci vedere tutti i cadaveri, l'abbiamo identificata come nostra figlia, era molto diversa da come ce la ricordavamo", ha raccontato ancora l'uomo aggiungendo: "Noi siamo molto religiosi ma la nostra fede è venuta a cadere non si può comprendere come un Dio possa volere questo per queste ragazze belle, intelligenti".


L’autista del bus: “Mi dispiace, mi sono addormentato”

"Mi dispiace, mi sono addormentato", sarebbero state queste le prime parole dell'autista del bus protagonista del terribile incidente in Spagna in cui hanno perso la vita 13 giovani studentesse, tra cui sette ragazze italiane che si trovavano in Catalogna per l'Erasmus. Secondo quanto riferisce il quotidiano spagnolo La Razon, l'uomo lo avrebbe confessato poco dopo lo schianto agli uomini dei servizi di emergenza arrivati per primi sul luogo dell'incidente. L'uomo poco dopo avrebbe accusato un malore ed ora è ricoverato in ospedale in terapia intensiva per una contusione polmonare. L'autista di 63 anni attualmente risulta indagato dalle autorità spagnole per “omicidio per imprudenza” come prevede il codice spagnolo, ma no è stato ancora interrogato a causa del ricovero ospedaliero. Presto però sarà ascoltato della polizia.


L’Agenzia nazionale Erasmus: “La tragedia non fermi i viaggi”

Dopo la terribile notizia della tragedia del bus in Spagna con sette vittime italiane, anche l’Agenzia Nazionale Erasmus ha espresso la propria vicinanza ai familiari delle vittime. "È una sciagura che addolora tutto il Paese, ma questa tragica fatalità non può e non deve fermare il grande sogno dell’Erasmus, un programma di speranza e apertura, particolarmente utile e significativo in una fase storica in cui alcuni vorrebbero tornare ad alzare confini e steccati" ha affermato il direttore Flaminio Galli, aggiungendo: "I dati dimostrano che, con la mobilità di studenti e docenti, si rafforza la comune identità europea, migliora la preparazione individuale e si favorisce l’occupazione dei partecipanti"


Media: “Molti salvi grazie alle cinture”

Molti tra i sopravvissuti al terribile incidente stradale del Bus di studenti in Spagna avevano le cinture di sicurezza allacciate. È quanto rivelano alcuni media spagnoli secondo i quali la circostanza si sarebbe rivelata decisiva. Nell'impatto infatti il mezzo si è ribaltato su un lato e i passeggeri rischiavano di essere sbalzati via nel sonno visto che molti dormivano al momento della tragedia. Molte delle vittime invece si trovavano nella parte sinistra del bus, vicino al finestrino, e sarebbero rimaste schiacciate contro l'asfalto quando l'autobus si è rovesciato.


Renzi andrà in Spagna per commemorare le vittime dell’incidente.

Anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi arriverà presto in Spagna per rendere omaggio alle vittime dell'incidente stradale in cui sono morte 13 persone tra cui sette ragazze italiane. A quanto si apprende il premier arriverà nelle prossime ore nel Paese dove incontrerà i familiari delle ragazze italiane tragicamente scomparse. "Il cuore spezzato per le vittime italiane e per le altre giovani vite distrutte nell’incidente in Spagna" aveva scritto Renzi su twitter questa matina dopo aver apppreso dell'incidente


Madre di una italiana ferita: “Sta bene ma non sa che le sue quattro amiche sono morte”

"Lei è viva ma è sotto shock e non sa che le sue quattro amiche sono tutte morte", così la madre di Annalisa Riba, una delle ragazze che è riuscita a salvarsi durante il tragico incidente del bus in Spagna, ha raccontato le condizioni della figlia. Contattata dal Corriere della Sera, la signora Consolata Riba ha riferito che la figlia " sta bene ma deve subire un intervento chirurgico alla vertebra cervicale". "Annalisa è traumatizzata perché ha visto tanto sangue e ragazzi morti" ha spiegato la donna che ora spera di poter portare la figlia in Italia. Annalisa Riba è l'unica sopravvissuta di un gruppo di cinque ragazze di cui faceva parte anche la sua migliore amica Serena Saracino


Le foto delle vittime italiane.

Identificate tutte le nostre connazionali morte nel tragico schianto in Spagna: Francesca Bonello, Elisa Valent, Valentina Gallo, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi, Serena Saracino, Elisa Scarascia Mugnozza


Las Fallas, che cos’è la festa dalla quale tornavano le ragazze morte sul bus.

Era diretto a Barcellona, con numerosi studenti Erasmus a bordo, dopo essere partito da Valencia, il bus sul quale hanno trovato la morte 13 studentesse in Erasmus, tra le quali 7 italiane. Un weekend di festa, paella, sangria e balli per 20 euro, in una delle feste tradizionali più famose di Spagna: quella di Las Fallas, la festa più importanti della città spagnola. Un tour de force visto con gli occhi di chi non ha vent’anni: 12 ore di viaggio in due giorni per un pomeriggio e una serata di divertimento. “Partenza alle 6.15 di sabato da Barcellona, arrivo alle 11 a Valencia, dalle 14 in poi festa, con paella, bevande e balli inclusi, alle 3.30 domenica ritorno, per dormire in autobus…”.

Il culmine dei festeggiamenti era proprio in questo fine settimana, con un rogo in cui si riducono in polvere tutte le costruzioni artistiche fatte di materiali combustibili, come cartapesta e legno, che rappresentano figure e composizioni di elementi ispirati prevalentemente dalla attualità valenziana.

Las Fallas, che cos'è la festa dalla quale tornavano le ragazze morte sul bus

I nomi delle sette studentesse morte nell’incidente del pullman.

Le studentesse italiane vittime dell'incidente del bus in Catalogna sono sette. Ecco la lista dei nomi: Francesca Bonello; Elisa Valent; Valentina Gallo; Elena Maestrini; Lucrezia Borghi; Serena Saracino; Elisa Scarascia Mugnozza. Le famiglie, si apprende, sono informate ma non hanno ancora fatto il riconoscimento, tranne per Valentina Gallo.

Le altre vittime sono due studentesse tedesche, una francese, una romena, un'austriaca e un'uzbeca. Tutte avevano tra i 22 e i 25 anni.

I nomi delle sette studentesse morte nell'incidente del pullman

Francesca Bonello, 23 enne ligure, morta sul bus degli Erasmus.

Francesca Bonello, 23 enne ligure, morta sul bus degli Erasmus

Studiava a Barcellona, era del 1992. Francesca Bonello, ligure, non è sopravvissuta alla strage dovuta a un incidente stradale mentre era in pullman con altre ragazze. La giovane era nata il 14 giugno del 1992, studiava Medicina all’Universitat de Barcelona di Gran Via de les Corts Catalane. A confermare la notizia del decesso alla famiglia, dopo una giornata di attesa, sono state fonti istituzionali nella notte.


C’è un’altra vittima italiana: Elena Maestrini.

C'è un'altra vittima italiana: Elena Maestrini

Sono due le vittime toscane dell'incidente di Tarragona, in Spagna. A Valentina Gallo, si aggiunge anche Elena Maestrini. 21 anni ,di Bagno di Gavorrano, frazione di Gavorrano (Grosseto), anche lei studiava alla facoltà di Economia ed era in Erasmus nella penisola Iberica. I suoi familiari ieri pomeriggio, dopo essere stati informati dalla Farnesina, si sono recati in Spagna sapendo che la figlia era gravemente ferita e ricoverata in ospedale. Ma nella notte, verso le 4.30, la giovane è deceduta, come riporta l'Ansa. Elena era tra i feriti grave dell'incidente, che ora conta un bilancio di 14 morti. Le autorità spagnole hanno disposto la salma per il riconoscimento da parte dei familiari. A Gavorrano, dove Elena viveva con la famiglia, il Comune ha listato a lutto il gonfalone.


Messaggio del Papa: “Fortemente addolorato, perdita irreparabile”

Il Papa, "fortemente addolorato nell'apprendere la notizia" del "tragico incidente" a Freginals, "che ha causato la morte di un gruppo di giovani studenti", "perdita irreparabile" offre "suffragio" per le vittime e auguri perché i feriti si riprendano in fretta. Lo scrive in un telegramma al vescovo di Tortosa Enricque Benavent Vidal.


Morta una studentessa torinese. Si chiamava Serena Saracino.

Morta una studentessa torinese. Si chiamava Serena Saracino

Serena Saracino, una delle studentesse torinesi coinvolte nell'incidente di Tarragona, è deceduto. Lo conferma il padre, Alessandro, contattato telefonicamente dall'ANSA. "E' morta… mia figlia è morta…", sono le angoscianti parole pronunciate dall'uomo, che si trova da ieri sera in Spagna.


Dennis, sopravvissuto allo schianto: “Zig zag, poi lo schianto. Ed è stato il panico”

Dennis ha 23 anni, è olandese e stava viaggiando sul bus della morte. Ha molti ricci ed è tranquillo quando parla con l'inviato del Pais. REsta in un angolo appartato dell'hotel Corona a Tolosa e racconta: "Il pullman ha iniziato a sbandare paurosamente a destra e sinistra – dice con accanto due compagni, uno, un greco, ha i pantaloni pieni di sangue – . Poi lo schianto. C'è stato panico, tutti urlavano. Siamo stati lì dentro due ore prima che venissero a liberarci".


Quartier generale all’hotel Corona. Mancano i caricabatterie per l’iPhone 6.

Quartier generale all'hotel Corona. Mancano i caricabatterie per l'iPhone 6

L'Hotel Corona di Tortosa è stato abilitato come centro di accoglienza per i feriti, i sopravvissuti e i parenti delle vittime. In sala riunioni al piano terra c'è un team di assistenza psicologica per i ragazzi e i genitori. Una delle preoccupazioni è quella di recuperare caricabatterie per iPhone, in particolar modo il 6 per mettersi in contatto con parenti e amici. Su base volontaria, i giovani hanno partecipato alle difficili operazioni di riconoscimento per avvertire le famiglie. In particolare due salme non hanno ancora un nome.

Anche all'aeroporto di Barcellona è stato allestito un team di psicologici di accoglienza per i parenti delle vittime e dei feriti.


Partiti alle 4 da Valencia: il bus si è cappottato da solo.

Il bus con a bordo gli studenti era partito alle quattro del mattino da Valencia e dopo due ore era al chilometro 333, sul "km della morte" come lo chiamano i media locali perché in passato teatro di altri incidenti mortali. Il bus, dopo un tratto rettilineo e prima di una leggera curva a sinistra, sì è schiantato contro la recinzione esterna e, dopo una brusca sterzata del conducente ha fatto un pauroso testacoda prima di cappottarsi su un lato in mezzo alla carreggiata per poi essere colpita da un'auto che stava sopraggiungendo e i cui due occupanti sono rimasti feriti.
Il gruppo aveva lasciato Barcellona sabato alle 6:15 con destinazione Valencia. Hanno trascorso tutto il giorno in Fallas per i fuochi d'artificio e la festa notturna fino all'alba quando erano ripartiti per tornare indietro.


Difficoltà nelle operazioni di riconoscimento delle salme.

Nonostante siano passate quasi 24 ore dal terribile incidente occorso a un bus carico di studenti Erasmus in Spagna, ancora non si conoscono i nomi delle vittime. L'identificazione è stata molto complessa ed è durata ore. Sono stati mobilitati anche due esperti in odontoiatria forense per il riconoscimento dei corpi, gravemente danneggiati per la violenza dell'impatto. Le autorità non dirameranno la lista delle vittime finché non saranno identificate tutte le 13 ragazze rimaste uccise.

Il bus faceva parte di un convoglio di cinque veicoli, ed era l'ultimo della carovana. Il riconoscimento delle salme è reso difficile anche perché molti ragazzi hanno cambiato pullman, rispetto al viaggio di andata, per stare con gli amici. In pratica nessuno sa chi c'era su ciascun bus.


L’autista è indagato per “imprudenza”: ricoverato in terapia intensiva.

L'autista del mezzo a bordo del quale sono morte anche sette studentesse italiane risulta indagato per 13 omicidi per “imprudenza”, secondo il codice spagnolo. Lo riferisce il quotidiano catalano La Vanguardia. L'uomo, 63 anni, è ora ricoverato in terapia intensiva per una contusione polmonare. Oggi avrebbe dovuto già presentarsi davanti al giudice, ma l'udienza sarà chiaramente posticipata. Lo ha detto il ministro dell'interno catalano Jordi Jané, secondo quanto riferisce el Pais. Intanto, la Catalogna ha proclamato due giorni di lutto, oggi e domani.


Le testimonianze dei sopravvissuti: “Due ore prima di essere portati in ospedale”

"Sono viva". Sono le prime parole che ha detto ai genitori Annalisa Riba, 22 anni il prossimo giugno, sul pullman che ieri si è schiantato contro un'auto sull'autostrada Ap-7 a Freginals. Il padre, commercialista torinese, e la madre, sono partiti per raggiungerla. La famiglia è originaria di Dronero, nel Cuneese. La studentessa ora è ricoverata all'ospedale di Tarragona, ma se la caverà. "Non ricordo nulla, dormivo, mi sono svegliato per l'impatto – ricorda invece al Messaggero, Victor Manuel, studente messicano -. E' successo in un momento: ci siamo trovati in un inferno di lamiere, vedevo i miei compagni insanguinati che urlavano. C'è voluto almeno mezzora prima che i soccorsi arrivassero". -Avrei potuto fare qualcosa per i miei amici", dice un altro giovane, tedesco, ricoverato all'ospedale Joan XXIII di Tarragona: insieme a lui anche un ragazzo italiano: è ancora sotto shock, come molti altri studenti che erano a bordo del bus della strage degli Erasmus in Spagna. "Abbiamo aspettato almeno due ore prima di essere trasferiti al pronto soccorso", accusa oggi Denis, 23enne olandese.


Cosa sappiamo della strage delle studentesse in Spagna.

Cosa sappiamo della strage delle studentesse in Spagna

L'incidente del bus che riportava a casa un gruppo di studenti Erasmus (di 22 nazionalità diverse) di ritorno da un un festival di fuochi d'artificio a Valencia è stato una vera e propria strage. Delle 57 persone a bordo del mezzo, 13 sono morte (tutte donne): 7 di loro sono italiane. E' stata la Farnesina a confermarlo. Il ministero invita le famiglie dei connazionali a contattare l'Unità di Crisi al numero 0636225

– 14 morti, oltre trenta feriti. Il pullman è uscito di strada in territorio di Freginals, nei pressi di Tarragona, in Spagna, su una delle principali autostrade nel Nord Est della Catalogna: 13 studentesse morte, 34 i feriti, dei quali tre sono considerati "molto gravi", nove "gravi", 22 "non gravi". Le vittime italiane sono la 22enne di Economia Valentina Gallo di Firenze, Elena Maestrini, 21 anni, di Grosseto e  la torinese Serena Saracino.

– Vittime italiane. La polizia avevano inizialmente parlato di italiani feriti, e nella serata di ieri la Farnesina ha confermato inizialmente la presenza di cinque feriti italiani, in maggioranza donne; poi è arrivato il tragico annuncio: ci sono vittime italiane. Il ministero invita le famiglie dei connazionali a contattare l'Unità di Crisi al numero 0636225.

– Chi sono i feriti. Fra i 34 feriti ricoverati negli ospedali di Tortosa, Tarragona e Barcellona ci sono anche cinque italiani, di cui sarebbe è grave. Coinvolta Annalisa Riba di Cuneo (22 anni), ricoverata in Spagna; Serena Sarcino (23 anni) le cui condizioni sarebbero preoccupanti; Elena Maestrini di Gavorrano (Grosseto) ricoverata all’ospedale di Tarragona. Altri scampati allo schianto sono due giovani siciliani di Gela e Messina.

– Nessun spagnolo coinvolto. "Ungheria, Germania, Svezia, Norvegia, Svizzera, Repubblica Ceca, Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Italia, Perù, Bulgaria, Polonia, Irlanda, Palestina, Giappone e Ucraina". Sono queste le diverse nazionalità degli studenti a bordo del mezzo dell'incidente. Molti di loro sono iscritti a facoltà universitarie di Barcellona.

– La causa dell'incidente. Mentre si cerca di dare un nome alle vittime, si prova a capire la causa del dramma. La prima ipotesi è che l'autista del bus, che lavora da 17 anni per la stessa ditta, si stato vittima di un colpo di sonno. L'uomo, che avrebbe avuto un attacco d'ansia mentre testimoniava davanti agli inquirenti spagnoli, è risultato negativo ai test di alcol e droga. L'incidente, scontro frontale tra un'auto e un pullman, è avvenuto attorno alle 6 del mattino sull'autostrada AP-7 che collega Valencia a Barcellona, all'altezza del km 333, nei pressi di Tarragona: sebbene si tratti di un rettifilo, è una zona dove gli incidenti sono abbastanza frequenti. Il mezzo avrebbe prima urtato il guardrail di destra e dopo una sterzata sarebbe finito sulla corsia opposta impattando con un'auto.


Strage studenti Erasmus in Spagna: la lista dei feriti.

Serena Sarcino, ferita nell'incidente.

Tra i feriti finora noti nel tragico scontro in Catalogna ci sono Annalisa Riba di Cuneo (22 anni), ricoverata in Spagna; Serena Sarcino (23 anni) le cui condizioni sarebbero preoccupanti; Elena Maestrini di Gavorrano (Grosseto) ricoverata all’ospedale di Tarragona. Altri scampati allo schianto sono due giovani siciliani di Gela e Messina.

Elena Maestrini, ferita nell'incidente in Spagna

Raffaele, studente di Gela sopravvissuto: “In un attimo si può perdere tutto”

Raffaele Catania, 24 anni, di Gela, laurea in Ingegneria al Politecnico di Torino, è uno dei studenti siciliani che era bordo del pullman della strage in Spagna. "Ragazzi in un attimo si perde veramente tutto" ha scritto in un messaggio Raffaele come riporta il quotidiano La Sicilia. In salvo con lui anche un altro studente di Messina.


Spagna, incidente a bus di studenti Erasmus in Catalogna: le foto.


Annalisa Riba, la ragazza di Cuneo scampata alla strage. Un’altra è irrintracciabile.

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Annalisa Riba, 21 anni, originaria di Cuneo e studentessa di Farmacia a Torino, è una delle ragazze scampate alla strage di Catalogna. Era sul bus che si è schiantato contro un'auto sull'autostrada Ap-7 a Freginals, è stata lei stessa a chiamare i parenti per comunicare loro che è viva. Oltre ad Annalisa Riba che non è in pericolo di vita, risulta però irrintracciabile una seconda studentessa.


Matteo Renzi: cuore spezzato per le giovani vite distrutte.

"Il cuore spezzato per le vittime italiane e per le altre giovani vite distrutte nell'incidente in Spagna". Così il premier Matteo Renzi, con un tweet, ricorda l'incidente del bus in Catalogna con a bordo molti studenti Erasmus. "In Spagna si sono spente delle giovani vite, una terribile tragedia che ha colpito anche noi italiani. Mi stringo al dolore delle famiglie" è il commento del ministro dell'Interno Angelino Alfano.

"Terribile bilancio incidente stradale in Catalogna. Mi unisco al dolore delle famiglie". Così, sempre via Twitter, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. "Profondo dolore e sgomento per quanto accaduto in Spagna" siamo "vicini alle famiglie delle giovani vittime" Cosi' sul suo profilo Twitter il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini.


Spagna, incidente bus in Catalogna: 13 vittime, 7 sono italiane.

http://youmedia.fanpage.it/video/aa/Vu6xt-Sw7FToBXhe

Tragico bilancio dell'incidente in Catalogna, Spagna, sull'autostrada Valencia-Barclelona, vicino a Tarragona. Sono 13 le vittime, almeno 7 i morti di nazionalità italiana e 34 i feriti. Le vittime italiane sono 7 studentesse tra le 13 del programma Erasmus rimaste uccise. A bordo del bus che tornava dalla grande festa di Valencia, las Fallas c'erano 57 giovani di 19 nazionalità diverse. Le famiglie dei connazionali sono in questi drammatici minuti contattate dall'Unità di crisi del nostro ministero degli Esteri; la Farnesina ha comunicato che per informazioni si può chiamare il numero 06.36225. Sul posto si trova il console generale d'Italia a Barcellona Stefano Nicoletti. Il governo regionale catalano ha decretato due giorni di lutto ufficiale dopo l'incidente. Il presidente catalano Carles Puigdemont ha annullato una visita che aveva in programma in Francia nei prossimi giorni.