Paolo Palermo e Luca Chianca, i due giornalisti di Report arrestati in Congo mentre realizzavano un'inchiesta per il programma di Rai Tre, sono stati rilasciati dalle autorità del paese africano e sono atterrati questa mattina alle 4 e 30 all'aeroporto di Fiumicino. I due erano stati posti in stati di fermo a Point Noir con l'accusa di non essere provvisti di visto giornalistico. I due, in quei giorni, stavano ricostruendo la vicenda della presunta maxi tangente che l'Eni avrebbe pagato per poter sfruttare il giacimento "Opl 245" in Nigeria, caso su cui sta lavorando la Procura di Milano e dove sono indagati l’ex manager Scaroni e l’attuale Claudio Descalzi. I reporter Chianca e Palermo erano arrivati a Point Noir lunedì scorso e mercoledì mattina, dopo aver effettuato un’ intervista con Fabio Ottonello (imprenditore italiano che ha sposato Sandrine, una delle figlie di Denis Nguesso, il presidente della Repubblica del Congo), sono stati fermati dai servizi di sicurezza.

Chianca e Palermo sono stati detenuti per due notti in una stanza di due metri quadrati piena di insetti e costretti su una traballante sedia di plastica. Le autorità congolesi hanno sequestrato i telefoni, computer, telecamere e il girato che doveva esser trasmesso nell’imminente edizione di Report, tutto materiale che rischia di essere andato perduto.

Ai fini della liberazione dei due giornalisti un ruolo determinante è stato quello dell’ ambasciatore Andrea Mazzella supportata dal Ministero dell’ Interno italiano, oltre al contributo della Security Rai coordinata dal direttore Genseric Cantournet e da Ennio Matano che hanno seguito l’evolversi della vicenda. In cambio della liberazione dei reporter le autorità congolesi hanno sequestrato telefoni, schede sim, computer, telecamere e soprattutto il girato con l’ intervista a Ottonello sulla tangente Eni. Dalla redazione di Report (in onda da lunedì prossimo), assicurano che l’ inchiesta Eni andrà comunque in onda.