Sbagliato inseguire il populismo anti-europeo di Grillo e Salvini, il Pd dovrebbe cambiare rotta e tornare a far parte, com'è sempre stato sin dalla sua fondazione, del fronte pro-europeo. A dichiararlo è l'ex presidente del Consiglio Enrico Letta in un'intervista concessa al Corriere della Sera. Secondo Letta: "Il Pd deve guidare il fronte pro-europeo e non allinearsi agli argomenti degli antieuropei, come troppe volte ho sentito fare. La gente tra la copia e l’originale sceglie l’originale, gli antieuropei come Grillo e Salvini. E poiché seguo con passione e distacco la politica italiana, suggerisco di riflettere. Il M5S e il centrodestra mostrano un’autentica voglia di vincere e governare, mentre il centrosinistra dà l’idea di voler occupare uno spazio e regolare i conti al proprio interno", aggiungendo inoltre di considerare un buon segnale la manovra correttiva varata da Gentiloni e Padoan in quanto dimostrerebbe la volontà di voler ricucire lo strappo con l'Europa andatosi a creare negli ultimi anni, sotto l'Esecutivo Renzi.

Per quanto riguarda invece le recenti vicende di politica estera che hanno coinvolto Usa e Siria, Enrico Letta sostiene di essere preoccupato per una possibile escalation muscolare di Trump: "Penso che l’unilateralismo sia un errore che porterà danni. Adesso Trump ha aperto un nuovo fronte con la Corea del Nord, che ha l’arma nucleare. Qui in California il timore di una escalation muscolare di Trump è l’argomento numero uno. Preoccupa una politica estera che, per questioni domestiche, appare dominata dalle emozioni. Mi sembra giusto criticare Trump quando vuole dimostrare, come dicono i messicani, che a differenza di Obama lui ha los huevos. Per colpa di Trump, l’Atlantico si sta allargando pericolosamente, al G7 di Lucca su energia e sul cambio climatico gli Usa hanno cancellato anni di avanzamenti. Gli europei devono reagire".

In conclusione, per quanto riguarda l'Unione europea, Letta di è detto favorevole all'elezione di un "super-presidente" europeo eletto dai cittadini, proposta avanza da Ernesto Galli della Loggia e Roberto Esposito. "È una bella iniziativa, la condivido in pieno. Come scrivo nel mio libro Contro venti e maree, è importante che ci sia un momento in cui i popoli europei si mescolino nelle scelte politiche. Ritengo anche molto importante la preoccupazione di Tajani sul Parlamento. Oggi non c’è un voto europeo vero e proprio, perché i cittadini usano le elezioni per esprimere un giudizio sul governo nazionale in carica. Condivido l’idea di Tajani di unificare presidente della Commissione e presidente del Consiglio, così che la gente abbia chiaro chi comanda in Europa. Propongo anche di non redistribuire Paese per Paese i 73 seggi lasciati liberi da Brexit, ma di eleggere gli eurodeputati in un unico collegio paneuropeo, con liste contrapposte, in modo che la sera stessa si possa sapere cosa pensa il popolo europeo".