Colpo di scena nell’annuale classifica Brand Finance Global 500 che ogni anno segnala i marchi più noti e di maggior valore al mondo: nell’edizione riferita al 2017, appena pubblicata, Apple, da anni leader incontrastata, ha perso la testa della classifica, vedendo il valore del proprio marchio scendere del 27% a poco più di 107 miliardi di dollari, scavalcata da Google, che invece vale quasi 109,5 miliardi (+24%).

Amazon.com, già messasi in luce negli ultimi anni, continua a scalare la classifica e con un impressionante +53% arriva a un soffio da Apple, risultando terza con 106,4 miliardi circa di valore. Sorpresa ugualmente consistente, At&t, dopo alcuni anni di appannamento, balza dal sesto al quarto posto e vede il valore del suo marchio risalire a 87 miliardi, superando così Microsoft che retrocede al quinto posto nonostante un aumento del 13% del valore del suo marchio a quasi 76,3 miliardi, lo stesso incremento segnato da Samsung (+13% a 66,2 miliardi) nonostante i problemi che hanno afflitto il gruppo coreano l’anno passato.

Il più penalizzato, nella top 10 dei marchi mondiali, è tuttavia Verizon: il gruppo americano in trattativa per comprarsi quel che resta delle attività web di Yahoo! (e fonderle poi con quelle di Aol rilevate l’anno prima) ha sì visto aumentare il valore del marchio del 4% a quasi 65,9 miliardi, ma è comunque sceso dal quinto al settimo posto e dovrà guardarsi dalla ritrovata “celebrità” di Wal Mart (+16% a 62,2 miliardi) e dal sempre più conclamato successo di Facebook, il cui marchio ora vale quasi 62 miliardi (+82%).

Chiude la top ten Icbc, la maggiore delle banche cinesi la cui crescita era apparsa evidente già lo scorso anno e che quest’anno vede il marchio valere oltre 47,8 miliardi (+32%). Tra i grandi marchi mondiali, Toyota (12esima), superata a fine 2016 da Volkwagen come maggiore produttore automobilistico mondiale, deve accontentarsi di veder salire il suo valore del 7% a 46,2 miliardi, Bmw (17esima) del 6% a 37,1 miliardi e briciole, Mc Donald’s (16esima), sempre più distante dagli anni di massimo fulgore, incassa un -9%, dopo una finora poco apprezzata “svolta” vegetariana, e ora vale meno di 39 miliardi di dollari, Coca-Cola (27esima), che come Mc Donald’s sembra sempre più appartenere a un’altra epoca, cedeil 7% e scivola sotto i 32 miliardi.

Persino Walt Disney (in 24esima posizione), il più grande gruppo multimediale al mondo, proprietario di personaggi che vanno da Topolino ai supereroi della Marvel, fino agli eroi della saga di Star Wars, deve fare buon viso a cattivo gioco e pur vedendo crescere il valore del suo marchio del 10% a 34,5 miliardi circa si vede superata dalla cinese Alibaba, che grazie a un balzo del 94% del valore del suo marchio a oltre 34,8 miliardi conquista la 23esima posizione.

A proposito di Walt Disney: secondo gli esperti di Brand Finance, il gruppo americano non è più neppure il più “potente” marchio al mondo. Per gli esperti, che in questo caso hanno tenuto conto di aspetti che maggiormente sono in grado di influenzare le performance di marketing dei marchi esaminati e non solo il loro valore economico, questo titolo spetta alla danese Lego (che ha ottenuto 92,7 punti su 100 attribuibili), davanti a Google a pari merito con Nike(92,1 punti per entrambi).

In questa speciale classifica si vede un po’ di Italia (che nella classifica globale per valore non compare se non al 122esimo posto grazie al cane a sei zampe di Eni): Ferrari è infatti con 91,9 punti il quarto marchio “più potente” al mondo, battendo Visa (91,5 punti) e la stessa Walt Disney (91,3 punti, come il pavone multicolore simbolo della rete televisiva Nbc). I soli altri marchi italiani, tornando a scorrere a classifica principale, sono invece Enel (203esima posizione), Gucci (219esima), Telecom Italia (239esima), Generali (301esima) e Poste Italiane (423esima).