Nel corso della serata di ieri numerosi voci sostenevano che Matteo Renzi stesse cercando un accordo con Silvio Berlusconi nel tentativo di far passare l'approvazione della nuova legge elettorale. Stamane Pd, Ala, Lega, Svp, Democrazia solidale in commissione Affari costituzionali della Camera hanno dato il via libera al testo base proposto dal Pd, il cosiddetto Rosatellum, che prevede il 50% dei seggi assegnati su base maggioritaria e l'altro 50% su base proporzionale, con soglia di sbarramento al 5%. Contrari alla proposta Forza Italia, che preferisce un proporzionale alla tedesca, Sinistra Italiana, Mdp, Alternativa Libera e Movimento 5 Stelle. "C'è disponibilità al dialogo, vediamo su quali punti concretizzare questo dialogo. Si tratta di fare un lavoro politico-parlamentare, dobbiamo dare tempo al tempo", ha dichiarato il relatore Emanuele Fiano, sostenuto dal presidente della commissione Andrea Mazziotti: "Era un passaggio essenziale per partire, è molto difficile fare una previsione oggi, se si arriva ad un consenso ampio sono molto contento, è sempre stato un mio auspicio".

Nel corso della serata di ieri, commentando le indiscrezioni su un ipotetico accordo con Forza Italia per una legge elettorale proporzionale e le relative polemiche scaturite, Matteo Renzi ha sottolineato: "Le cose stanno più o meno così. Se fai un accordo sulle riforme con Forza Italia, non va bene: no al Patto del Nazareno. Se l’accordo si rompe, non va bene: che arrogante, vuole fare tutto da solo. Se provi a coinvolgere i Cinque Stelle, vuoi l’inciucio; se non li coinvolgi, hai paura di Grillo. Se metti la fiducia sulla legge elettorale, è deriva autoritaria. Se invece ci sono milioni di emendamenti, vuoi l’immobilismo. Se c’è il ballottaggio, governa una minoranza, questa non è democrazia! Se non c’è il ballottaggio, allora vuoi le larghe intese, questa non è democrazia! Voti l’italicum e ti chiedono il mattarellum. Accetti il mattarellum e ti chiedono il rosatellum. Accetti il rosatellum e ti chiedono il tedesco. Discuti del tedesco e ti dicono ‘Ah, come era bello l’italicum'. Chiamiamolo kafkianum, si fa prima. Se non fosse una cosa seria, ci sarebbe quasi da ridere", aggiungendo: "Ma non possiamo permettercelo. E dunque mentre sosteniamo con forza il Governo Gentiloni impegnato negli incontri internazionali e nell’attuazione delle riforme dei MilleGiorni (pensioni, periferie, povertà, dpcm investimenti), riproviamo con la tela di Penelope della legge elettorale. Ma vogliamo farlo chiedendo a tutti i partiti di tirare giù le carte in modo chiaro. Per tutta la settimana il PD sarà pronto a incontrare gli altri partiti, nelle forme e nelle delegazioni che siamo pronti a concordare con i singoli schieramenti. E martedì 30, al termine di questo percorso, discuteremo in modo trasparente in Direzione Nazionale della linea da prendere: perché noi siamo un partito democratico nel nome e anche nei fatti. Alla fine ciascuno si prenderà le proprie responsabilità davanti agli italiani senza giochi e giochetti. Una politica diversa è anche una politica che dice basta a chi vuole solo rinviare, a chi sa solo dire no. Noi ci siamo. E vogliamo andare avanti, insieme.

L'approvazione del testo base del Rosatellum ha comunque scatenato accesissime polemiche. Danilo Toninelli del Movimento 5 Stelle ha duramente criticato la proposta di legge: "Un testo perfettamente disegnato contro il Movimento Cinquestelle. Noi siamo disponibili dal giorno dopo il referendum, se vanno avanti così si schianteranno, perché senza di noi non si può approvare una legge elettorale al Senato". "Abbiamo votato a favore perché il nostro unico interesse è portare gli italiani alle urne il più presto possibile. Se ci fossero proposte di miglioramenti siamo assolutamente disponibili a considerarle purché non siano solo alibi per perdere ancora tempo", ha invece spiegato Giorgetti della Lega Nord.

Forza Italia ha ribadito la propria contrarietà e sottolineato l'esistenza di rischi di incostituzionalità dovuti agli effetti distorsivi che questo tipo di sistema potrebbe produrre. Fratelli d'Italia, astenutasi durante la votazione, critica il testo, ma sostiene di essere favorevole all'accelerazione dell'iter per l'approvazione della legge elettorale per permettere di andare al voto già il prossimo autunno.