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Le nomine Rai sono in alto mare: fumata nera pure oggi

Dopo il nulla di fatto di ieri a causa degli errori sulla scheda, stavolta è stata la mancanza di numero legale a rendere nulla la seduta per il rinnovo del vertice Rai. Ed ora potrebbe aprirsi la strada del commissariamento, già ipotizzato dai partiti che appoggiano Monti in Parlamento.

Le nomine Rai sono in alto mare: fumata nera pure oggi.

E' saltato pure oggi il tavolo delle nomine dei sette componenti del Cda Rai di pertinenza della Commissione di Vigilanza. Se la fumata nera ieri era da attribuire agli errori sulla scheda e i voti di parità, oggi i nodi al pettine si sono avuti perché è «saltato il numero legale fatto mancare da Marco Beltrandi», secondo quanto riferito dal vicepresidente della Commissione Giorgio Merlo (Pd). Ma la situazione di stallo è da attribuire anche all'atteggiamento «irresponsabile del centrodestra che per beghe interne blocca il funzionamento della Rai» ha aggiunto lo stesso Merlo. Prima della votazione, infatti, il PdL ha annunciato che non avrebbe partecipato alla seduta dalla quale sarebbe dovuti  uscire i nomi del nuovo vertice della Rai. La motivazione va letta nelle dichiarazioni rilasciate in mattinata dal senatore Paolo Amato, che ha fatto sapere che sarebbe andato contro le indicazioni del partito: «Di fronte alla situazione di stallo creatasi ieri in commissione di Vigilanza Rai e alle giuste rimostranze della pubblica opinione, ho deciso, oggi, di dare il mio voto alla candidata Flavia Nardelli» ha detto Amato all'Ansa. Il partito “azzurro” di fronte alla necessità di procedere alla sostituzione, ha preferito non votare.

Le nomine Rai sono dunque in alto mare. Se non si risolve la questione, la strada da intraprendere è una sola: il commissariamento. In tal senso, sono d'accordo un po' tutti i partiti che appoggiano il Governo Monti: «Ho sempre detto che ora si deve procedere – spiega il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani -, se c'è un impasse o la destra fa trucchi si commissaria, perciò attenzione, vediamo cosa succede oggi ma bisogna andare all'esito di questa storia sennò c'è una sola strada: il commissariamento».Sulla stessa lunghezza d'onda è il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che scrive su Rwitter: «Se la Vigilanza Rai non assolve ai suoi doveri di nomina, è giusto procedere al commissariamento della Rai per evitare deriva fallimentare». Antonio Di Pietro dell'Idv bacchetta invece l'atteggiamento da «servi del padrone» del PdL che «pur di non perdere la maggioranza nel Cda, tiene in ostaggio l'intera commissione. Ciò al fine di controllare gli introiti pubblicitari e il bilancio della tv pubblica, nonché l'informazione». Per Di Pietro il problema è «il conflitto d'interessi, che fa capo al proprietario di Mediaset, nonchè padrone del Pdl, pesa ancora oggi come un macigno sulla libertà e sul pluralismo dell'informazione».

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