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Le 4 “boiate” di Grillo ed il complotto contro il Movimento

La sindrome del complotto colpisce ancora Beppe Grillo che pubblica un post "surreale" in cui ipotizza gli scenari delle prossime elezioni politiche. Ecco, punto per punto, tutte le...

Le 4

Intendiamoci, chi scrive non ha mai avuto un’avversione “a prescindere” nei confronti di Beppe Grillo e men che meno del Movimento 5 Stelle. Non è difficile trovare in questa sezione, commenti positivi e in alcuni casi veri e propri endorsement, vedi sul “concetto di antipolitica“. Dove invece il giudizio è stato critico  (a volte impietoso) è su quell’aura di arroganza mista a presunzione che troppo spesso sembra trasparire dagli ambienti a 5 stelle. La sindrome da “duri e puri” che si contrappongono alla massa di decerebrati, conniventi, affaristi e malpensanti che popola i media “ostili”. La completa e totale assenza di rispetto nei confronti degli “altri”, di chi magari faceva notare evidenti lacune programmatiche, strutturali e la totale mancanza di riflessione “ideologica”. E il post di oggi, che ipotizza 4 scenari futuri per le elezioni 2013 ne è un esempio. Una vera boiata, per usare un termine in voga. Una ricostruzione semplicistica ed irreale, nulla che abbia senso, nulla da pubblicare (o da leggere se a scriverlo non fosse il leader di quello che è “legittimamente” il secondo partito italiano, almeno stando ai sondaggi).

Primo scenario – Tesi: ”Due coalizioni, Pdl+Lega, Pdmenoelle+UDC+SEL+ “chiunque altro ci voglia stare” si presentano con il Porcellum. I leader dei due raggruppamenti si combattono aspramente in campagna elettorale, raccattano tutti i voti possibili e, subito dopo, danno vita a un governo di unità nazionale per “il bene della nazione” […] Questa ipotesi presenta una controindicazione. Se il M5S facesse il botto e risultasse primo, il piano fallirebbe”.

Riscontro - A parte la questione alleanze (in alto mare sia a “destra che a sinistra”), quello che non ha alcun senso è ipotizzare che se uno dei due soggetti vincesse, darebbe vita ad un Governo di un’unità nazionale. E perché mai, dal momento che il Porcellum garantisce comunque un’ampia maggioranza? Solo per fare un dispetto al M5S? Mah

Secondo scenario – Tesi: ”Pungolati da Napolitano, i partiti riscrivono finalmente la legge elettorale. La scrivono ovviamente pro domo loro, disegnandola sull’esclusione del M5S dal Parlamento o per una sua ridottissima rappresentanza. Questa ipotesi non ha controindicazioni, ma è di difficile attuazione per la mancanza di tempo e la ritrosia dei segretari di partito a mollare il Porcellum che consente di eleggere madri, amanti, figli e cognati”.

Riscontro – Prima di tutto, Grillo si decida a spiegare cosa pensa del Porcellum, cui strizza l’occhio in apertura di post (ipotizzando un M5S primo partito). Per il resto la “deriva complottista” di tale argomentazione merita davvero poca considerazione (in che modo “estromettere il Movimento?”). Mah

Terzo scenario - Tesi: “le elezioni vengono rinviate di un anno di fronte all’aggravamento della crisi economica (tra un anno sarà fortemente peggiorata). Uno scenario possibile sia per le attuali leggi che per la Costituzione. Rigor Montis viene quindi confermato nella sua carica di presidente del Consiglio dalla BCE, l’attuale rappresentanza parlamentare guadagna (in tutti i sensi) un altro anno ed elegge una donna, come auspicato da Napolitano, Emma Bonino, ultra liberista e frequentatrice del Bildeberg. Questa ipotesi ha come controindicazione l’esplosione di scontri sociali, ma in cambio consente l’assoluto controllo del Parlamento”.

Riscontro – Solo poche ore fa, Monti ha chiarito che non intende andare oltre il 2013. Inoltre, secondo Grillo la Costituzione permette la proroga della rappresentanza parlamentare, forse il riferimento è all’articolo 60 della Costituzione che recita “La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni. La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra”. In caso di guerra, caro Grillo. Mah

Quarto scenario - Tesi: “Una coalizione Pdl, Pdmenoelle, Udc con Rigor Montis come candidato premier, si presenta alle elezioni con il Porcellum. Ottiene il premio di maggioranza. Tutto cambia perché nulla cambi rispetto ad ora per altri 5 anni. Nessuna controindicazione se non la presenza del MoVimento 5 Stelle in Parlamento”.

Riscontro – Ripetiamo, Monti ha fatto sapere di non avere intenzione di candidarsi (è chiaro, la situazione può cambiare, ma al momento…). Certo, questo è lo scenario meno impresentabile anche se a rigor di logica la “grosse koalition” è al momento del tutto fuori discussione.

Insomma, forse Beppe Grillo non ha ancora compreso la “portata” del suo ruolo. Volente o nolente è il leader di un movimento in cui un italiano su cinque ripone la propria fiducia. Un onore, ma anche una grande responsabilità. Cui rispondere con cautela e senza vittimismi.

Ps: è splendida la chiusura su Guido Fegatilli di Celano…un colpo da grande autore comico e teatrale, in omaggio forse al vecchio “effetto straniamento”. Chapeau.

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a cura di
Adriano Biondi
Della profonda provincia beneventana, vivo a Napoli e mi occupo di coordinare i contenuti delle aree politica - economia per fanpage.it. Racconto storie, discuto di cose noiose e scrivo di politica. Senza pregiudizi.
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