Lavitola: Berlusconi comprò il senatore De Gregorio per un milione di euro

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Il faccendiere dal carcere di Poggioreale parla con i Pm di Napoli e racconta la sua versione dei fatti rivelando un giro di compravendita di parlamentari all’epoca di Forza Italia.

Rivelazioni clamorose ed eclatanti quelle che l'ex direttore dell'Avanti sta facendo davanti a i magistrati di Napoli dal carcere di Poggioreale dove è rinchiuso dopo il suo rientro in Italia. Per il faccendiere amico di Berlusconi, il Cavaliere avrebbe versato la somma di un milione di euro per far passare il senatore De Gregorio, eletto nell'Idv, nelle fila di Forza Italia e controllare così la commissione Difesa di Palazzo Madama. Una compravendita di parlamentari che, se accertata, rischia di rivelarsi un altro grande scandalo della politica italiana.

L'Operazione libertà e la compravendita di parlamentari – Il sistema a detta di Lavitola era ben oliato, il faccendiere, che come rivela il Corriere della Sera ha parlato con i giudici il 25 aprile scorso, racconta addirittura di una "Operazione Libertà" attuata dall'ex Presidente del Consiglio e dai suoi uomini per far cadere il Governo Prodi attraverso l'acquisizione di deputati e senatori eletti nel centrosinistra. Lavitola, nel ruolo di consigliere del fu senatore Romano Comincioli, vanta la sua capacità di aver messo in collegamento De Gregorio e Berlusconi, che poi avrebbero trovato un'intesa economica sullo scambio di favori.

Il ruolo nell'affare della casa di Fini – Ma non solo De Gregorio, per quanto riguarda i parlamentari Lavitola rivela i nomi di Mastella, Dini e Pallaro che, sempre secondo il suo racconto, in cambio dell'appoggio in Parlamento avrebbero ottenuto favori economici se non direttamente, tramite finanziamenti ai gruppi politici o alle fondazioni a loro collegate. Lavitola rivela anche il suo ruolo nell'affare della casa di Fini a Montecarlo e la sua partecipazione  nella preparazione del dossier per screditare il Presidente della Camera, affermando però che il suo obiettivo non era un compenso economico, ma un'investitura  ufficiale all'interno del partito.

Il ruolo in Finmeccanica e nel caso Tarantini – L'ex direttore dell'Avanti conferma davanti ai Pm Piscitelli, Woodcock e Curcio anche le somme ricevute direttamente da Berlusconi, quei cinquecentomila euro che Lavitola spiega come un finanziamento al quotidiano l'Avanti in cattive acque, o quei soldi da consegnare poi a Tarantini di cui una parte intascati senza il consenso del Cavaliere. Lavitola non ci sta a passare per millantatore e ricostruisce davanti ai giudici le sue capacità di mediatore, come i suoi lavori da consulente di Finmeccanica a Panama con importanti contratti firmati con il governo locale, o il ruolo avuto nel mettere in contatto il generale della Finanza, Emilio Spaziante con l'ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

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