Per tre settimane è stata sospesa tra la vita e la morte in seguito al terribile incidente in Spagna in cui persero la vita tredici studentesse in Erasmus: a un anno di distanza da quella tragedia, però, Laura Ferrari non solo è tornata in forma, ma è riuscita a anche a laurearsi in giurisprudenza con il massimo dei voti e la lode: è accaduto mercoledì scorso, tra gli applausi degli amici che l’hanno accompagnata assieme agli altri colleghi di corso nell’aula dove si discutevano le tesi.

La ragazza ha ora deciso di prendersi qualche giorno di vacanza lontano da Modena, prima di tornare a casa poi recarsi in ospedale, dove verrà sottoposta a un nuovo intervento chirurgico, l’ennesimo dopo il dramma in cui persero la vita tredici studentesse che come lei erano in Spagna per seguire il progetto Erasmus. Era il 20 marzo del 2016 – esattamente un anno fa –  quando il bus su cui viaggiavano sessanta studenti provenienti da venti paesi erano di ritorno dalla Fiesta delle Fallas in Catalogna. Il pullman uscì fuori strada e lo schianto fu letale per tredici studentesse, sette delle quali erano italiane. Tra i feriti, ricoverati in gravissime condizioni, anche Laura, 20 anni, che aveva scelto quell'esperienza internazionale per completare il suo percorso di studi nel migliore dei modi.

Laura Ferrari è rimasta in coma per tre settimane con gravi ferite alla testa e nel resto del corpo: ha lottato per sopravvivere e ci è riuscita, trascorrendo lunghi mesi in ospedale per le cure e la riabilitazione. Accanto a lei ci sono sempre stati i suoi genitori ed amici, che l'hanno accompagnata passo dopo passo. Ricominciare ad alimentarsi autonomamente e a camminare sono state le prime tappe, poi Laura è tornata sui manuali di legge con l'obiettivo di laurearsi nel più breve tempo possibile. Mercoledì scorso anche questo traguardo è stato tagliato: "A giorni Laura dovrà tornare in ospedale per un’operazione delicata – spiega la mamma – poi avrà una lunga convalescenza. La laurea con lode? Certo, ne siamo felici, ma ancora di più per lei perché l’ha davvero meritata".

Strage bus, oggi ricorre il primo anniversario: messa per le vittime di Papa Francesco.

Intanto oggi ricorre il primo anniversario di quella tragedia, un dramma a quale ha dedicato una messa questa mattina Papa Francesco a Santa Marta: alla cerimonia erano presenti anche i genitori e i familiari delle sette vittime italiane, che hanno ringraziato il Santo Padre per il pensiero e la vicinanza. Il pontefice ha ricordato Francesca Bonello, Elisa Valent, Valentina Gallo, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi, Serena Saracino e Elisa Scarascia Mugnozza, oltre alle altre sei di altre nazionalità morte il 20 marzo 2016.

Nei mesi scorsi l'autista dell'autobus è stato sentito dal giudice istruttore di Amposta, vicino a Tarragona, ed ha negato di essersi addormentato. "Ho perso il controllo" ha però ammesso per la prima volta. L'uomo era rimasto gravemente ferito nell'incidente e per questo non era stato sentito nei mesi scorsi. A novembre a sorpresa il Gip incaricato del caso aveva archiviato l'inchiesta, ritenendo, senza averlo sentito, che l'autista non aveva "alcuna responsabilità cosi' grave da essere punita penalmente". Ciò malgrado la polizia regionale dei Mossos d'Esquadra avesse ritenuto nel rapporto sull'incidente che un colpo di sonno dell'autista fosse da considerare la causa più probabile. La decisione di archiviare aveva suscitato non poche polemiche anche in seno al governo italiano, che aveva protestato. Il mese scorso il tribunale aveva deciso di riaprire l'inchiesta affidandola a un nuovo giudice.