
El loco, El titan, El optimista del gol. Questi sono solo alcuni dei soprannomi affibbiati al massimo realizzatore della storia del Boca Juniors e idolo incontrastato de la doce, tifoseria del club di Buenos Aires. Martìn Palermo ha da poco appeso le scarpette al chiodo e dal prossimo torneo di clausura entrerà quasi certamente a far parte della dirigenza azul y oro. In Europa brevi esperienze poco fortunate in terra iberica con Villarreal, Alaves e Betis Siviglia, tanto che per chi non mastica calcio sudamericano risulta un'impresa abbastanza ardua comprendere quali gesta abbiano potuto consacrarlo profeta in patria. In suo onore è stata realizzata una statua di 306 cm, come il numero dei suoi gol da professionista, nel museo de La pasiòn boquense a lato di D.A. Maradona, una gloria condivisa con Juan Romàn Riquelme, attuale capitano del Boca fresco campione del torneo di apertura.

Facendo un'analisi più attenta della carriera di Palermo ci si rende conto del numero impressionante di record e aneddoti, non sempre degni di vanto, detenuti dal loco, tanto che gli sono valsi anche l'appellativo di Hombre de la pelicula, ovvero personaggio da film.
L'episodio probabilmente più noto al grande pubblico sono i tre rigori sbagliati nella partita di Copa America contro la Colombia, in cui tra l’altro l’Argentina è uscita sconfitta 3 a 0 , che lo hanno iscritto di diritto nell'ultimo guinnes world record del XX secolo, o il gol di testa da 38,90 metri nel match disputato contro il Velez Sarsfield, che rappresentò la sua rete personale numero 200 nella massima divisione del calcio argentino. Se però si procede in ordine cronologico ci si rende conto che la lista è davvero colma di episodi inconsueti, talvolta tragici o al limite dell'inverosimile.
Palermo inizia giocare a calcio all'età di 7 anni nelle giovanili dell'Estudiantes de la Plata…come portiere. Passano quattro anni prima che il suo allenatore dell'epoca Alfredo Garcìa provi a schierarlo come punta, venendo ricambiato con 54 marcature nel corso nella stagione e conquistando in seguito il titolo in tutte le categorie del settore giovanile.
Nella stagione '95/'96 non rientra nei piani tecnici del ct della prima squadra Miguel Angel Russo, il quale dichiara che Palermo sarebbe potuto essere utile solo a tagliare l'erba del campo. I risultati però non arrivano e il cambio di guida tecnica gli permette di disputare 8 incontri segnando ben 6 reti, dando così inizio alle sue mirabolanti imprese in primera divisiòn. Nel '97 passa al Boca Juniors e nel torneo di apertura del '98 riesce a segnare 20 gol in 19 partite, record tutt'ora imbattuto nei tornei corti.
Tra le locure è sicuramente da annoverare un episodio avvenuto nel clausura del '99, in cui si incarica dell'esecuzione di un calcio di rigore contro il Club Atletico Platense, ma scivola al momento del tiro colpendo il pallone con entrambi i piedi. Gol. La strana traiettoria però spiazza il portiere, mettendo in forte discussione la regolarità del penalty. A chiarire la questione interviene addirittura la FIFA, confermando la regolarità del tiro dal dischetto in quanto il fatto non era intenzionale. Al momento è l'unico caso di convalida di rigore segnato con ambedue i piedi.
Nello stesso campionato inserisce il suo nome nel tabellino dei marcatori anche nel match contro il Newell's Old Boys di Rosario. Ordinaria amministrazione, se non fosse che mr. Hide si impossessi della sua mente e decida di esultare togliendosi i pantaloncini sotto la curva presidiata dai propri tifosi. Il compagno di squadra Schelotto prova a salvare una situazione al limite dal tragicomico coprendo il centravanti, ma pochi secondi dopo sopraggiunge Riquelme che sulle ali dell'entusiasmo, secondo la versione della federazione argentina, mima un amplesso insieme al Loco. Squalifica per entrambi.
Per il capitolo “imprese epiche” bisogna arrivare a novembre del '99, in cui il Boca fa visita al Colon de Santa Fè. Sul finale dipartita Palermo subisce un grave infortunio al ginocchio destro, ma l'allenatore Carlos Bianchi avendo effettuato i tre cambi a disposizione gli chiede di rimanere sul terreno di gioco per dare una mano alla squadra. A pochi istanti dallo scadere Martìn si fa trovare libero in area e contro ogni legge della fisica va a segno nonostante la rottura del legamento crociato anteriore sinistro e del collaterale mediale, come le visite mediche confermeranno in seguito. Il gol siglato fu il numero 100 in primera divisiòn.

L'infortunio avrebbe previsto un riposo forzato di oltre sei mesi, per una persona che non possiede superpoteri. Nel maggio del 2000 il Boca si qualifica per i quarti di finale della Copa Libertadores contro gli storici rivali del River Plate. La gara di andata vede imporsi proprio i Millonarios per 2 a 1 ed il Boca deve così cercare di ribaltare il risultato tra le mura amiche di un'infuocata Bombonera. Palermo è ben lontano dal totale recupero fisico, ma nella conferenza stampa Carlos Bianchi mette in serio dubbio la sua totale capacità di intendere e di volere affermando che la possibilità di rivedere in campo Martìn nella gara di ritorno non è così remota. Il ct del River Amerìco Gallego risponde alla provocazione dicendo che se il Boca avesse messo in campo Palermo, lui avrebbe fatto lo stesso con Enzo Francescoli, grande giocatore riverplatense…ma ritirato dall'attività agonistica nel 1997. A 13 minuti dal termine El titan viene richiamato dalla panchina e fa il suo ingresso in campo, realizzando il gol che permette agli Xeneizes di passare in semifinale. Per la cronaca il Boca vinse quell'edizione della libertadores in finale contro i brasiliani del San Paolo e la coppa intercontinentale fronteggiando il Real Madrid, con due gol dello stesso Palermo.
Per la serie “eventi tragici” lo scenario si trova ad oltre 10.000 km da Buenos Aires, più precisamente a Villarreal. il 29 novembre 2001 celebra un gol in Copa del Rey contro il Levante abbracciando alcuni tifosi, ma il peso della folla fa crollare la parete a protezione dei supporter e nell'occasione si frattura tibia e perone della gamba destra. Un sentito ringraziamento al progettista dello stadio e altri sei mesi di riposo forzato. Anche questo sembra essere un caso unico nella storia del calcio… o di qualsiasi sport.
Il meglio di sé riesce però a darlo indossando la camiseta del Boca e nel 2004 si verifica il ritorno in grande stile nella terra natia che non lascia delusi tifosi e dirigenti. Nel clausura del 2007 riesce nell'impresa di segnare sette volte nel giro di sette giorni alle due squadre di La Plata: tre gol all'Estudiantes nel turno infrasettimanale e quattro al Gymnasia nella giornata seguente, record assoluto della primera divisiòn. Come ciliegina sulla torta di quella stagione mettiamoci pure un gol all'incrocio dei pali da 61 metri contro l'Independiente, che, anche se non è un record, di certo male non fa.
Nel 2008 la sfortuna bussa di nuovo alla porta. Un nuovo infortunio al crociato anteriore del ginocchio destro sembra infrangere il suo sogno di partecipare al mondiale del 2010 in Sudafrica, non prima però di aver segnato l'ennesima rete al River attaccandosi con le mani alla traversa per colpire di testa un pallone spiovente. E' quasi superfluo aggiungere che non si era mai visto nulla di simile.
All'età di 36 anni inizia la riabilitazione che lo riporta ad alti livelli, tanto che Maradona, all'epoca commissario tecnico della nazionale argentina, lo chiama per le qualificazioni mondiali a distanza di 10 anni dalla sua ultima convocazione, il chè, manco a dirlo, è un primato. Palermo entra nei minuti di recupero del match tra Argentina e Perù sul risultato di 1 a 1, che escluderebbe quasi certamente l‘albiceleste dai mondiali, e segna un gol fondamentale, tanto che lo stesso Maradona nelle interviste di rito parlerà dell‘ ennesimo miracolo di San Martìn Palermo. Il teatro di tutto ciò è il Monumental, stadio del River Plate, in cui a partita finita risuonerà il canto “Palermo, Palermo, Palermo” in un clima surreale. Questa rete gli permette di guadagnarsi un biglietto in business class per Johannesburg a giugno 2010.

Ai mondiali Maradona gli concede dieci minuti di gloria nell'incontro che vede opposte Argentina e Grecia, Palermo ringrazia e decide che gli basta toccare un pallone per segnare, siglando la rete che lo annovera come più “anziano” marcatore della storia selecciòn, superando proprio El pibe de oro in questa speciale classifica.
La sua carriera a livello di club non poteva che terminare con un gol contro il River nel suo ultimo superclasico, dando un notevole contributo nello spedire i cugini all'inferno della serie B per la prima volta nella loro storia.
Ampio e variegato anche il reparto riconoscimenti. Arrivano premi addirittura dalla FIFA che lo annovera “miglior colpitore di testa del mondo” nel 2008 ; la sua città natale lo dichiara “cittadino illustre della città di La Plata”, si aggiudica il “Pallone d’oro” sudamericano del ’98 e nel giorno del suo addio al calcio il Boca Juniors decide di rendergli omaggio donandogli la porta del campo da gioco, che è ora presente nel museo della società.
Ci sarebbero molte altre cose da aggiungere su questo personaggio straordinario, al di fuori di ogni schema e costantemente oltre il limite. Impossibile provare a definire Martìn Palermo in un paio di righe, probabilmente le parole più sagge sono quelle spese dal profe Cordoba, suo mentore ai tempi dell'Estudiantes:

“Volete sapere qual è il segreto di Martìn? Non lo capirete mai. Non è da cercare nè nelle statistiche, nè nella sua tecnica di gioco e nemmeno nella sua evoluzione nel tempo. E' da cercare solamente nella mente e nell'anima, nel cuore e nella famiglia. Prima di essere un grande campione, è una grande persona”.
Al momento sta intraprendendo la carriera da automobilista nella categoria nazionale Top Race insieme all'ex compagno di squadra Roberto Abbondanzieri…l'unica cosa certa sul suo futuro è che per tutti rimarrà semplicemente El loco.
facebook
feed rss