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La scure impietosa di Standard & Poor's: declassate sette banche italiane

Altro declassamento del rating operato da Standard & Poor's, colpite sette banche italiane, in quindici con outlook negativo e la nota avverte: "Se le cose resteranno uguali, a seguito di nuovi tagli sull'Italia, c'è la possibilità di un nuovo abbassamento del rating".

La scure impietosa di Standard & Poor's: declassate sette banche italiane.

Un'altra mattinata storta per l'Italia, protagonista ancora la scure impietosa di Standard & Poor's che declassa sette banche italiane. Con il Paese che rischia un nuovo taglio del rating nei prossimi mesi, passano da A+ ad A i rating del lungo termine di Findomestic, di Intesa Sanpaolo (con le sue controllate Banca Imi, Biis e Cassa Risparmio Bologna) e di Mediobanca. Ridotta anche la Bnl da A++ ad A+ mentre sono in totale quindici le banche che si ritrovano in outlook negativo, quindi prossimi ad un taglio. Tra queste c'è Unicredit che rischia di passare dall'attuale A, che indica una compagnia forte ma in bilico, allo stato di B++, che indica una compagnia di classe media.

In poche parole, se non si supera a pieni voti la crisi, il rating dell'Italia scenderà ancora, un nuovo declassamento si abbatterà sul “sistema Paese” e sulle sue banche: con Unicredit rischiano di passare a B++ anche Agos-Ducato, Banca Fideuram, la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, l'Istituto per il Credito Sportivo e le tre controllate Unicredit, Bank, BankAustria e Unicredit Leasing.

La nota dell'agenzia è fin troppo chiara, l'outlook negativo “riflette la possibilità di un abbassamento del rating, se le cose resteranno uguali, a seguito di nuovi tagli del rating sull'Italia” oltre ad essere, ovviamente, influenzata dalla vulnerabilità del sistema finanziario italiano e dalla “capacità di credito delle banche italiane”. Mentre il Governo si sbraccia, proponendo di raschiare il fondo del barile con un pò di Iva in più, sognando di metter mano alle misure sulle pensioni di invalidità, attualmente intoccabili per il “rischio impopolarità” altissimo, mentre Berlusconi accusa S&P di essere condizionata dai giornali, adesso anche il FMI, dalle pagine del suo rapporto semestrale, lancia un allarme: “I rischi finanziari sono aumentati in maniera sostanziale negli ultimi mesi, segnalando una parziale inversione di tendenza rispetto ai progressi degli ultimi 3 anni, e il tempo per affrontare le esistenti vulnerabilità che minacciano il sistema finanziario globale e la ripresa economica sta per scadere”.

Davanti all'ennesima brutta notizia del giorno, non possiamo non riproporre, facendo ancor di più tesoro, quell'interessante scenario che Peter W. Kruger, CEO di Ezecute, ospite delle pagine economiche di Fanpage, ci ha mostrato qualora la parolina “Default” dovesse uscire dai rapporti ufficiali delle agenzie di rating. Chiudeva più o meno così: “…ed un giorno avremmo anche la notizia di pugliesi sui gommoni che schivano le vedette della guardia costiera albanese per raggiungere le coste di quel ormai prospero paese…”.

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economia L'Italia si è vista tagliare il suo rating da A da A +, con outlook negativo. Ma potrebbe essere solo la prima di una serie di bocciature. S&P minaccia un nuovo downgrading. E si attendono misure analoghe da parte di Moody’s e Fitch. Scongiurato, comunque, il rischio default.

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