in foto: Angela Celentano

Un picnic in montagna una mattina di agosto. Decine di persone che ridono, chiacchierano, addentano panini e frittate grondanti di olio. Sono tutti felici, rilassati, l’atmosfera è quella di un giorno di festa. È il 10 agosto, fa caldo i vestiti si attaccano alla pelle ma, per fortuna, in mezzo al verde l’aria è ancora respirabile. Bambini giocano a tiro con la fune, si dondolano sull’amaca e corrono sull’erba, mentre gli adulti organizzano le attività per la giornata. La piccola comunità evangelica di Vico Equense è tutta lì, a godersi quel sabato di relax. A un certo punto succede qualcosa, le persone si raccolgono a parlare, chiamano ad alta voce un nome.“Angela!” viene urlato disperatamente fra gli alberi. È scomparsa una bambina.

La scomparsa.

È una delle sorelline Celentano. La bimba, 3 anni, è sfuggita al controllo dei genitori ed è sparita. La festa si trasforma in una battuta di ricerca e l’angoscia prende il posto della gioia. Partono squadre che battono in un lungo e in largo i sentieri dei boschi. Carabinieri, polizia, protezione civile cominciano a passare al setaccio ogni angolo, ma della piccola non ci sono tracce, neanche un solo indizio che possa aiutare a ricostruirne gli spostamenti. Catello e Maria, i giovani genitori che sono lì con le altre due figliolette, cominciano a ipotizzare un incidente: la piccola potrebbe essere inciampata e trovarsi, ferita, in qualche angolo del bosco. Ma niente, è come se Angela non fosse mai arrivata sul monte Faito. Come se non fosse mai stata lì. In poche ore la si diffonde la notizia della scomparsa della piccola. Ne parlano i Tg, i giornali nazionali, la stampa locale. Sul Faito, per quattro giorni e quattro notti, vanno avanti ricerche serrate. Il rapimento – perché è quella l’ipotesi paventata – di una bimba di 3 anni è un evento che colpisce l’opinione pubblica. La trasmissione "Chi l’ha visto?" lancia un appello affinché chiunque abbia notizie di Angela si faccia avanti. Il suo viso sorridente e felice entra nelle case di migliaia di famiglie, appare sui volantini per strada, alla tv. È il 1993 e Angela diventerà il caso dei successivi 20anni.

I sospetti.

Sotto i riflettori finisce immediatamente la famiglia Celentano, sulla quale si concentrano le indagini. Nel 1999 Gennaro Celentano, lo zio di Angela, viene sospettato di favoreggiamento nel rapimento della bimba insieme a quattro amici di famiglia e tre giovani. Maria Celentano riferisce ai carabinieri che la sera prima della gita, la nipote tredicenne, figlia del cognato, si lasciò sfuggire una frase sospetta: "E se domani si pigliano Angela nel bosco?". La ragazza non sa spiegare il perché di quell’uscita, così gli inquirenti ipotizzano che possa aver sentito in ambienti familiari alcune voci che pianificavano il sequestro della piccola.

L'avvistamento.

Sempre a due anni dalla scomparsa, un testimone riferisce che quel 10 agosto, intorno alle ore 13, mentre era in viaggio verso Vico Equense, si sarebbe imbattuto in una Lancia Prisma color oro metallizzato targata Perugia, in corsa a forte velocità verso Castellammare di Stabia. Alla guida dell'auto ci sarebbe stato un uomo con il codino. Secondo il racconto, la vettura avrebbe sfiorato l’auto del testimone provocando la rottura dello specchietto retrovisore. Lo stesso uomo col codino era apparso nel racconto fatto dall'epoca dalla scomparsa da un giovanissimo testimone. Il ragazzino ricordava di aver visto l'uomo mentre caricava Angela su un'auto: una Lancia Prisma. I sospetti sui parenti dei Celentano, dunque, cadono presto, ma l'episodio dell'avvistamento dall'auto rimarrà comunque punto interrogativo.

La svolta nelle indagini.

Intanto le indagini si avvalgono di collaborazioni internazionali: esperti dell'FBI manipolano le ultime foto di Angela per simulare l'aspetto che la ragazzina avrebbe potuto avere da adolescente. I genitori, intanto, fanno appello a chiunque possa riconoscere una bimba somigliante alla piccola Angela: si rivolgono a insegnanti, educatori, personale delle scuole. Sono certi che la figlia sia viva, che sia stata rapita perché fosse adottata illegalmente da una coppia. La pista della pedofilia, o peggio, l'ipotesi che la bimba sia stata vittima di un crimine violento appaiono poco credibili anche alla Procura di Torre Annunziata, competente nel caso. Nel 2005, i Celentano pubblicano un sito online che raccoglie tutte le foto e i ricordi di Angela: le istantanee dei primi anni, le foto dei suoi giocattoli preferiti, ogni particolare che possa aiutare una Angela 12enne a riconoscersi. E nel 2011, arrivano finalmente notizie. Una giovane contatta i coniugi tramite il sito dicendo di identificarsi nella bimba, ma di non voler essere cercata. Entra così in scena Celeste Ruiz.

La misteriosa identità di Celeste Ruiz, la ragazza che dice di essere Angela.

La ragazza manda una foto che ritrae una giovane dagli occhi castani e i capelli mossi: la somiglianza con la bimba del Faito è impressionante. Gli inquirenti rintracciano il mittente: le mail provengono da Acapulco. Ma, ammesso che quella ragazza fosse Angela, come ci è finita in Messico? È davvero lei a mandare le mail? Le successive indagini dimostreranno che la casa della città sudamericana da cui partono i messaggi appartiene a Cristino Ruiz, funzionario della giustizia locale. In un primo momento l'uomo parlerà di acheraggio della posta elettronica della moglie: qualcuno, tale Marìn, si sarebbe introdotto nella casella della signora Ruiz e avrebbe mandato quelle mail. La coppia non lo conosce, o almeno così dice. Ben presto, però, si scoprirà che Marin è il primo marito di Norma Ilda attuale moglie di Cristino, e padre di Josè Manuel, che si scoprirà essere l'autore dello scambio epistolare con i Celentano. La famiglia Ruiz viene indagata per procurato allarme, ma resta un dubbio: chi è quella ragazza straordinariamente somigliante ad Angela? I periti sono certi che non si tratta di una foto manipolata: quella è una persona reale e sembra proprio la bimba scomparsa nel '96. Il caso di Angela diventa quindi un caso internazionale: la Procura torrese e quella di Acapulco indagano per dipanare l'intricata matassa.

L'ultimo atto.

Non è certo che Celeste sia Angela, ma una cosa lo è: bisogna trovarla. Per questo, in Messico, a luglio 2016 stanzia una ricompensa di 150.000 pesos –  pari a 80.000 euro – per chiunque fornisca informazioni utili a rintracciare la ragazza. La svolta arriva a maggio 2017: informata del fatto che due governi la stessa cercando si fa avanti Celeste Ruiz: si chiama Brissia, è una psicologa e non aveva idea che qualcuno le avesse rubato la foto. Cade anche la pista messicana.   

Restano ancora le domande, tante, e un atroce sospetto, paventato anche dal legale dei Celentano, l'avvocato Luigi Ferrandino: il rapimento Angela è stato commissionato da una coppia italiana? Tra le tante possibilità, infatti, c'è quella che la piccola sia stata adottata illegalmente da una coppia nel nostro Paese che, per sfuggire alle indagini e alla fortissima pressione mediatica si sia trasferita all'estero. Ai Celentano, che dopo ventun anni di attesa, ogni sera si addormentano con l'ultima immagine di Angela, non resta che sperare che un giorno la loro bambina possa fare ritorno a casa. Con qualsiasi aspetto e cognome.