Una mano tesa ai rifugiati siriani e una replica indiretta al Muslim Ban di Trump. Ikea ha lanciato in Giordania una linea a edizione limitata di tessuti, tappeti, cesti e altri elementi decorativi per il mercato locale nel 2019, assumendo manodopera proprio dalla Siria: “La situazione in Siria è una grande tragedia del nostro tempo e la Giordania si è assunta una grande responsabilità ospitando i rifugiati siriani. Abbiamo deciso di esaminare come Ikea possa contribuire", ha detto Jesper Brodin, manager director del Range & Supply di Ikea, come riporta CNN Money.

Va comunque detto che il progetto del gigante svedese del mobile low cost ha preceduto la decisione del neo presidente americano di vietare l’ingresso negli USA per i viaggiatori provenienti dai sette paesi a maggioranza musulmana, tra cui la Siria, per un periodo di almeno 90 giorni. Trump ha anche limitato il numero totale di rifugiati che possono essere ammessi negli Stati Uniti ad numero di 50.000 nel corso dell'anno fiscale 2017. Ingresso che è comunque vietato ai profughi siriani a tempo indeterminato. Ikea ha risposto così alla decisione di Trump: "Sosteniamo i diritti fondamentali di tutte le persone, e non accettiamo alcuna forma di discriminazione", si legge in un comunicato. Il manager di Ikea negli Stati Uniti – Lars Petersson – ha poi assicurato consulenza legale gratuita a tutti i propri dipendenti che in qualche modo hanno risentito dell’ordine restrittivo di Trump. "Ogni proposta che può discriminare un certo gruppo di nostri clienti o colleghi di lavoro, o limitare la nostra capacità di attrarre e trattenere i talenti diversificati, è … preoccupante", ha detto Petersson.

L'iniziativa dunque porterà a creare circa duecento posti di lavoro per chi è stato costretto a fuggire dalla guerra che da anni sconvolge la Siria e ora vive in Giordania. In tal senso, Ikea si appoggerà alle organizzazioni locali tramite il suo “Social Entrepreneurs Initiative”, il progetto di Sostenibilità nato nel 2012 tramite il quale la multinazionale svedese collabora con imprenditori sociali e artigiani di tutto il mondo, e collaborerà con la ‘Jordan River foundation', l'organizzazione non governativa promossa dalla regina Rania Al-Abdullahdi Giordania.