Aveva perso la figlia e anche il lavoro. È la storia di Valentina Donà, la mamma di Aurora Maniero, la bimba "più buona d'Italia".

Aurora era morta, dopo aver lottato contro la leucemia che l’aveva colpita a soli 4 anni. Nel 2014 ricevette il “Premio della bontà”, conferito dall’Arciconfraternita di Sant’Antonio per premiare la sua decisione di rinunciare ai classici regali di compleanno chiedendo invece delle donazioni per l’associazione Team for Children.

Nelle ultime ore si era fatto un gran parlare della decisione di licenziarla presa del laboratorio di pasticceria presso il quale lavorava: "Siamo una piccola azienda — aveva dichiarato in primo momento al Corriere.it il titolare della Pasticceria Mauro Forin — e non potevamo sostenere ancora la sua assenza dal lavoro, dunque il 30 giugno abbiamo firmato un accordo con la signora Donà per rescindere il contratto alla scadenza". Poi, dopo averci pensato un po', l'azienda è tornata sui suoi passi e ha deciso di "Procedere alla riassunzione della lavoratrice". Il tutto contenuto nella missiva che il mediatore, che per conto del laboratorio artigianale padovano, ha spedito a Valentina Donà. A ricevere la comunicazione Davide Crepaldi, segretario Uilm di Padova: "Ho chiamato Valentina – dice il sindacalista al Corriere -. Ha detto che sapeva. Non ha voluto aggiungere altro. Le ho detto di chiamare quando se la sentirà. Non è il momento per altro".  Nella lettera il passo indietro viene motivato come segue: "Una piccola azienda artigiana, dopo aver esaurito quanto previsto per legge, maternità, congedo parentale e aspettativa, non ha potuto fare altro che attivare l’ indennità di disoccupazione, ultimo ammortizzatore per dare reddito alla lavoratrice".

Valentina aveva perso il lavoro a causa delle troppe assenze.

La  settimana scorsa Valentina aveva superato i 180 giorni di congedo: durante il lungo decorso delle cure, dal 2013, Valentina ha cercato di usufruire di tutti i diritti pur di seguire sua figlia (legge 104, congedi straordinari, malattia, aspettative) ma questo l'ha portata a sforare il massimo consentito e per questo il laboratorio Forin. Aveva anche lanciato un appello: "Se qualcuno vuole, sono qui, vorrei tornare a lavorare. Perché, nonostante tutto, la vita va avanti".

Lei aveva provato ad andare avanti e per questo, una settimana fa si era sposata con Mirko proprio per esaudire l'ultimo desiderio della loro piccola. Una cerimonia fatta sette giorni fa, fatta per dare un'ultima gioia ad Aurora.