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La fotografia ritrattistica [Piccolo corso di fotografia – Cap.8]

Il ritratto in fotografia: approcciarsi al soggetto, accorgimenti, consigli.

La fotografia ritrattistica [Piccolo corso di fotografia – Cap.8].

Che tipo di fotografo sei?  Domanda classica tra colleghi e appassionati. Sulla risposta non avrei nessun dubbio: mi sento una reportagista, amo fotografare situazioni e generi alternativi ma solo lo scatto documentale/narrativo riesce a scaldarmi veramente il cuore. Parlando di storia della fotografia, come tutti sappiamo ogni grande autore pur eccellendo in toto, ha sempre avuto la propria preferenza personale. Vorrei citare Robert Capa che dedicò la sua intera vita a immortalare la guerra e per la quale a soli quarantuno anni morì; oppure Henri Cartier Bresson padre del fotogiornalismo ideatore geniale e rivoluzionario dell’“Attimo Decisivo”. I grandi Maestri del passato e del presente con le loro immagini ci parlano, ci trasportano nelle loro dimensioni, nei loro pensieri e la scuola migliore per noi “apprendisti” è sicuramente osservare queste opere, cercare di capirle, interpretarle.

Consiglio: dopo esservi documentati la prossima ricorrenza fatevi regalare un libro illustrato del vostro artista del cuore e studiate; colori, prospettive, profondità.

Dopo questa breve introduzione parliamo delle varie “discipline” contenute nell'affascinate universo delle immagini. Provate a considerare la fotografia come un cielo notturno con tante stelle: il ritratto, il reportage, lo still life, il bianco e nero, la macro, la naturalista; un fotografo ama questo spettacolo a prescindere ma nel tempo sarà egli stesso a decidere quale sarà, tra tutte queste stelle la sua prediletta. Succede sempre.. anche voi, alla fine vi troverete a dover fare questa scelta!

Il ritratto

Prima di addentrarsi nei “meandri” della tecnica ritrattistica con le parole di Steve McCurry  (famoso autore National Geographic) vorrei spiegare “come” un fotografo deve porsi di fronte  al proprio soggetto:

“La maggior parte delle mie immagini sono di persone, cerco il momento indifeso, l’anima più genuina che si affaccia, l'esperienza impressa sul volto di una persona. Cerco di trasmettere ciò che quella persona può essere, una persona colta sopra un paesaggio più ampio, che potremmo chiamare la condizione umana. Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te.”

Dovete creare partecipazione, andare vicino, rassicurare, instaurare un rapporto empatico, il fotografo ritrattista deve far parlare le proprie immagini, deve trasmettere un significato, un’emozione, deve lavorare con il cuore. Tutto questo presupponendo (ovviamente) di riprendere un individuo consapevole ma cosa dire dei famosi scatti rubati? A mio modesto parere un buon autore non deve mai abusare di tale brutta abitudine, deve sapersi confrontare con le persone e non può pensare di impostare la propria carriera su immagini fugaci, inoltre vi ricordo la legge sulla privacy già citata in precedenza: attenzione al filo di lana che separa il diritto di cronaca dall’invadenza.

 La tecnica ritrattistica

Concepito artisticamente per raffigurare una persona, in fotografia esistono vari metodi per effettuare un ritratto:

Primissimo piano: quando si esegue un’inquadratura spinta sul volto o su un punto particolare del soggetto (occhi, bocca..)

Primo piano: quando si esegue un’inquadratura concentrandola dal volto fino alle spalle (tipo foto tessera.)

Mezzo busto: quando si esegue un’inquadratura del soggetto dalla testa fino al busto/fianchi.

Piano americano: quando si esegue un’inquadratura concentrandola dal volto fino ai ginocchi.

Figura intera: quando (ovviamente) si esegue un’inquadratura di tutta la persona.

Come sempre non parliamo di regole perché come sempre in fotografia tutto è il contrario di tutto e ogni uno di voi dovrà trovare il suo metodo di lavoro in base a quello che con la propria foto vuole esprimere.

Ricordate il capitolo precedente? L’ora migliore per realizzare un ritratto è sicuramente il tardo pomeriggio, quando l’angolazione laterale del sole dona calore e morbidezza al volto rendendo così  le imperfezioni meno accentuate, starà a voi percepire la posizione corretta in cui mettere il vostro soggetto e l’obiettivo da utilizzare perché (anche in questo caso) sarete voi a decidere quanta rilevanza dare allo sfondo.

Attenzione: alle ombre, alla prospettiva, alla profondità di campo. Un primissimo piano non avrà bisogno di grosse riflessioni sul contesto posteriore al contrario un ritratto mezzo busto/ figura intera v’imporranno di fare una scelta sullo scenario, a fuoco o non a fuoco? Questo è il dilemma! Ricordate inoltre la gestione dell’inquadratura compresa la famosa regola dei terzi.

Al contrario di uno scatto open air un ritratto eseguito in studio richiede un lavoro preparatorio (trucco, accessori luci, pannelli riflettenti) non sempre alla portata del foto amatore.  Evitando di approfondire quest’argomento vorrei comunque soffermarmi sul come ,anche voi potrete tranquillamente produrre delle ottime immagini fatte in casa: sistemando il vostro soggetto vicino a una finestra e veicolando il fascio di luce solare sul volto con del polistirolo o un cartoncino bianco otterrete dei buoni risultati di equilibrio tra parte illuminata e ombre. Come nei set fotografici dei calendari quando gli assistenti, sorreggendo i pannelli riflettenti, indirizzano il raggio sul corpo perfetto delle modelle.  Sperimentate!

Attenzione è importante ribadire che la direzione della luce può far apparire il soggetto più o meno giovane, un’illuminazione diretta rimarcherà i difetti accentuando l’età al contrario, un’illuminazione tenue camufferà le imperfezioni (rughe, occhiaie..) quindi ancor prima di iniziare a scattare, sarà necessaria per voi la pianificazione di un progetto mentale: come vorreste ritrarre la persona davanti a voi?  Qual è il messaggio che con la foto vorreste trasmettere?

Ricapitolando i miei consigli per ottenere dei bei ritratti sono:

1: entrate in sintonia con il soggetto

2: attenzione allo sfondo, un retroscena povero necessiterà minore profondità di campo viceversa un fondale interessante vi obbligherà ad utilizzare una focale corta (adoperate le ottiche giuste e ricordate gli accorgimenti che vi ho elencato nel capitolo quattro)

3: pensate il vostro lavoro e organizzate mentalmente la sessione di scatto

4: cambiate obiettivi, modificate la prospettiva e osservare le variazioni di luce, scattate. Mai fissarsi su una posa o su una foto fatta bene, come sempre…dovete provare!

5: sfruttate il vecchio e caro amico sole!

Buona luce a tutti

Ilaria

Ringrazio Ilaria T. che ha gentilmente fornito il consenso per la pubblicazione di questi scatti.

Prossimo capitolo: il reportage

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