L’aula della Camera ha approvato la proposta di legge sull’introduzione del reato di propaganda fascista e nazifascista con 261 voti favorevoli, 122 contrari e 15 astenuti. La proposta di legge di cui primo firmatario è il deputato del Pd Emanuele Fiano si compone di un solo articolo, che introduce nel codice penale una nuova disposizione che punisce la propaganda del regime fascista e nazifascista. Il testo dovrà essere approvato anche dal Senato. La discussione nell'aula di Montecitorio è iniziata con la richiesta, respinta dalla Camera, di invertire l'ordine dei lavori avanzata da Ignazio La Russa, di Fratelli d'Italia. La proposta è stata respinta con 184 voti di differenza. La Russa aveva chiesto che si desse precedenza alle modifiche al codice di procedura penale sulle frodi agli anziani e all'applicazione della direttiva Bolkenstein. "Respingiamo al mittente la richiesta", ha replicato il deputato del Pd Giuseppe Guerini: "La tempestività di questo provvedimento è giustificata da una serie di motivazioni legate a fatti di cronaca ma anche in linea generale perché è una esigenza sentita".

Cosa prevede la proposta di legge Fiano.

Il testo introduce l’art.293 bis, punendo con la reclusione da sei mesi a due anni la propaganda del regime fascista. Sarà inoltre reato anche richiamare pubblicamente la simbologia o la gestualità di quei partiti in maniera inequivocabile, come avviene nel caso del saluto romano. Il delitto sarà poi aggravato, con conseguente pena aumentata di un terzo, se la propaganda del regime avviene attraverso strumenti telematici o informatici.

La proposta di legge Fiano è stata criticata e ostacolata da più parti politiche, tra cui Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Secondo questi ultimi si tratta di una legge inutile, mentre molto più duro era stato il commento di Beppe Grillo: “Il nuovo schema mediatico del Pd è il fascismo a intermittenza, quando i partiti e i media non sanno più come contrastare una posizione di buon senso del M5s gridano al fascismo”. Secondo il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, è una “legge demenziale che prevede sanzioni per chi possiede un accendino con l’effigie di Mussolini”. Per Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, il ddl è “delirante”.

La proposta è stata definita dal M5s come una “legge liberticida che non serve al paese perché i comportamenti previsti in essa come le manifestazioni di propaganda e il saluto romano sono già punibili e puniti”. La posizione del M5s è stata nuovamente espressa oggi da Vittorio Ferraresi, capogruppo pentastellato in commissione Giustizia, che ha però affermato di essere pronto a dimettersi “da relatore di minoranza se il Parlamento riscrive questa legge: è meglio rafforzare ed aggiornare la legge Scelba, come da nostro emendamento depositato e pronto per essere votato in aula, che aumenta le pene per chi fa propaganda anche attraverso strumenti telematici e informatici”.

Secondo Ferraresi, “il deputato Fiano non può ignorare le leggi esistenti in Italia e creare il caos solo per farsi una personale propaganda per la sua rielezione in Parlamento con una legge scritta male. Il testo è così improvvisato che solo grazie ad un emendamento in commissione il Movimento ha impedito che Fiano abbassasse le pene per chi commette questo odioso reato”. Il capogruppo del M5s in commissione Giustizia di Montecitorio ha rivolto quindi un appello al Pd, chiedendo di accettare la proposta emendativa “così da votare favorevolmente insieme” e mostrando un segno di apertura fino a questa mattina inedito sul provvedimento.

La polemica sull'obelisco del Foro Italico.

La discussione sul ddl si è spostata questa mattina sulla possibilità che venga abrasa la scritta ‘Mussolini dux’  sull’obelisco del Foro Italico a Roma. “Sono contrario all’abbattimento di monumenti, ma l’abrasione della scritta è una cosa che è stata fatta in Italia in tanti posti, l’abrasione della sola scritta è giusta”, ha dichiarato Emanuele Fiano suscitando polemiche. Il deputato di Alternativa Popolare, Fabrizio Cicchitto, sostiene che quella scritta "non turba, offende e neanche esalta nessuno". Fiano è poi tornato sull’argomento, specificando di aver “dichiarato che non sono contrario, mentre non sono d’accordo con l’abbattimento dei monumenti o edifici dell’epoca del ventennio”. Il primo firmatario della legge aggiunge: “La cancellazione di quella scritta non è una mia proposta e non è certo una priorità. Non è in alcun modo oggetto della legge che voteremo oggi e per la stessa legge non sarebbe reato”.