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18:36

L’identikit di uno sconosciuto musicista

Chi è il musicista underground? un piccolo viaggio descrittivo articolato fra musica, arte, comunicazione e Web.

L'identikit di uno sconosciuto musicista.

Chi è l’artista musicale del nostro periodo storico? ma soprattutto chi è il giovane musicista underground italiano? Ci avete mai pensato? Vi siete mai chiesti chi è quel ragazzo che sabato sera suonava nella birreria della vostra città o vi siete semplicemente fermati alla sua musica?

Troppo domande, ma utili per introdurvi questo delicato articolo. Un articolo descrittivo, soggettivo e non discriminante ma che ora mi sembrava giusto scrivere e pubblicare. Proviamo a riflettere su quella vera e propria nazione che si muove a tempo di musica, fatta di persone, compromessi, fatiche e scelte artistiche chiamata UNDERGROUND.

L’artista musicale ha una maschera. Ne ha più di una, per permettergli di muoversi con facilità da un’ambiente all’altro. Senza aver la possibilità di NON COMUNICARE. Comunica con il suo atteggiamento, con il suo sguardo, con il suo vestire. Apparenze direte voi? No, dico io. Semplicemente un modo di comunicare spesso più complesso delle parole usate banalmente per presentare un brano musicale o per rispondere ad una vostra domanda.

I processi comunicativi del Bello e dell’Arte (notare la B e la A maiuscola) sono andati distrutti per la molteplicità della realtà che ci circonda. il Musicista si trova a doversi relazionare anche con ascoltatori più colti e più informati, grazie all’utilizzo del Web che è stata una rivoluzione tanto quanto la prima stampa della Bibbia. La possibilità data al popolo, di farsi letteralmente vomitare addosso milioni d’informazioni dal settore musicale. Siti internet, social network o anche blog indipendenti. Un vero rompicapo per l’artista che diventa sociale, uno di noi, una persona.

Di fronte a tutto questo l”artista crea musica che non deve essere solo ascoltata ma DECIFRATA dall’ascoltatore. Decifrandola, la persona può captarne liberamente gli elementi a lui vicini emotivamente o che, come la musica spesso fa, rievocano esperienze, cose o persone.  La musica, grazie a questo, differenzia te da chiunque altro o, meglio ancora, ti accomuna ad una persona rispetto ad un’altra.

Tutto facile fino a qui? Se sì vi starete chiedendo, probabilmente, come mai non tutti i gruppi underground riescono a farsi notare dalla popolazione musicale del proprio paese, spesso nemmeno nella loro cerchia d’amici?

Perchè essi non sono stati in grandi di ottemperare al bisogno assoluto esistente e dilagante delle nostre realtà!

Molti critici come me credono che la musica sia un’opera d’arte labirintica, complessa e in continua evoluzione/involuzione.  Di conseguenza l’artista usa innumerevoli stili musicali moderni o passati, cambia maschera, cambia immagine, tutto per poter essere  una vera e propria lente d’ingrandimento mobile che muovendosi individua, distorce e mette in primo piano gusti e preferenze. Ahimè pochi sono stati coloro che riuscirono ad inglobare all’interno della propria visuale il completo disegno cosmologico artistico. Quei gruppi o persone sono ora nel Tempio della Musica di tutti i tempi, con brani che ancora oggi, e sicuramente per sempre, faranno scuola di musica a tutte le nuove leve.

Ora, quando andate ad un concerto con dei ragazzi sul palco, con i loro strumenti, con la loro passione, con la loro aurea d’artista osservateli e sfondate metaforicamente parlando quella quarta parete fatta d’ignoranza e di pigrizia. informatevi su di loro e se vi comunicano qualcosa sosteneteli: non scoprirete un altro mondo! Semplicemente conoscerete meglio l’unico mondo che è quello che ci accomuna davvero tutti quanti.

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