
Le analisi del funzionamento dei sistemi sociali vengono fatte, generalmente, da individui il cui stato emotivo, sociale, economico è piuttosto buono. Una piccola parte dell'umanità, quasi residuale. E di sicuro quella non colpita direttamente dalle aberrazioni dei sistemi politici, se non in modo insignificante. Definire il sistema democratico capitalistico occidentale il migliore dei sistemi possibile, è di fatto, oggi, una sorta di eresia laica. La periferia di Los Angeles è il luogo con la maggiore concentrazione di poveri al mondo.
Il problema, naturalmente, è complesso e lungi da me, in questa sede, l'idea di affrontarlo in termini puntuali e scientifici. Annoto, però, nei miei pensieri notturni, quando il silenzio e la distanza dalle cose prende il sopravvento, insieme ad un'illogica lucidità, che il problema è anche, al tempo stesso, molto semplice e si basa su un assunto che rappresenta il nodo di crisi dell'intero occidente: democrazia e mercato sono due concetti antitetici e non coincidenti. La democrazia fino ad oggi è stata uno strumento per l'affermazione e lo sviluppo “tranquillo” e nei fatti condiviso, del capitalismo. In nome di una “pace” coatta basata sul sogno americano che chiunque ha la possibilità di accedere al benessere, se solo lo vuole. Lo sviluppo delle nazioni si è basato su un equivoco, non sempre premeditato. Capitalismo e democrazia sono due sistemi sociali separati e distinti. Se si decide di adottare l'uno, bisogna necessariamente marginalizzare l'altro. Ora stanno venendo fuori tutti i limiti di questo tentativo di coniugare i due concetti.


Definire il sistema democratico capitalistico occidentale il migliore dei sistemi possibile, è di fatto, oggi, una sorta di eresia laica.
Non c'è altro da aggiungere al riguardo se non imporsi di rifiutare ogni ipotesi moderata e riformista che fonda l'idea di una società migliore su alcuni “aggiustamenti” e tentativi di riequilibrio sociale e redistribuzione della ricchezza, puntando ancora sullo strumento del mercato e della competizione. Si tratta di una truffa economica, intellettuale e umana perpetrata ai danni delle persone. Il perenne tentativo di mantenere lo stato delle cose. Un'offesa all'intelligenza. Il comunismo, nel suo orrore storico, avrebbe avuto qualche possibilità di essere coniugato con la democrazia. Il capitalismo, ora lo sappiamo, non ne ha alcuna. Con una mano offre sogni e con l'altra nega possibilità, accentuando ogni giorno di più il divario tra ricchezza di pochi e povertà di tanti.
Bisogna ricominciare daccapo. E non aver paura di perdere tutti gli oggetti che ci hanno messo in mano per coccolarci e consolarci, ‘che sono niente; come il successo o l'idea di libertà di stampa. Quella stampa che telecomanda le nostre opinioni, dandoci l'illusione di averne, come se conoscessimo i fatti davvero. Occorre ribaltare ogni convinzione ed ogni prassi fino ad ora ritenuta inamovibile. Bisogna ricominciare daccapo, partendo dal web. Non perché sia un maniaco delle nuove tecnologie, ma perché sembra oggi l'unico “luogo” di dibattito potenzialmente, autenticamente, democratico. E' qui che si costruirà la società del futuro.


La periferia di Los Angeles è il luogo con la maggiore concentrazione di poveri al mondo.
Occorre anteporre il pensiero all'azione. Il tempo umano a quello disumano del lavoro. L'individuo alla famiglia (che dovrebbe essere istituzione affettiva e non strumento d'organizzazione sociale). L'agricoltura all'industria e alla finanza. L'etica alla morale. La scuola al profitto. La banca etica alla banca della fabbricazione di tanto danaro per pochi col poco denaro di tanti. La cultura alla burocrazia. La responsabilità al disimpegno. La bellezza al nulla. La verità alla televisione. In due parole: la vita alla morte. Intanto il 21/12/2012 cominciamo con la fine di questo mondo, poi si vedrà… Buon anno. Ciao!
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