Anche l'ex presidente del Consiglio e attuale candidato alla segreteria del Partito Democratico, Matteo Renzi, scende in campo nel tentativo di contrastare il calo vaccinale che sta causando lo scatenarsi di vere e proprie epidemie, come nel caso del morbillo, che secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute ha registrato un aumento del 230% nei primi mesi del 2017. "Avete visto i dati del ministero della Salute sul morbillo? Pazzeschi! Nei primi mesi del 2017 si registra un aumento del 230%. lo dico da genitore prima che da politico: sui vaccini non si scherza. Basta polemiche, prendiamo sul serio la scienza. E mettiamo al centro la salute dei nostri figli, non la propaganda", ha scritto Matteo Renzi in un post diffuso su Facebook, invitando i cittadini a fidarsi della scienza e a vaccinare i propri figli. Nel corso dei primi due mesi dell'anno sono stati infatti rilevati 145 casi di morbillo nel solo Piemonte, che hanno provocato inoltre molti disagi perché anche 19 operatori sanitari sono stati contagiati dal virus, e altri 75 casi nella sola Pescara. “C'era da aspettarselo, l'epidemia di morbillo ha generalmente un ciclo di quattro anni ed è tornata dopo il 2012. Già a gennaio, in piena allerta meningite, avevo ricordato l'importanza delle vaccinazioni perché l'epidemia può essere scongiurata solo con una copertura tra il 92 e il 95% della popolazione. Il piano nazionale 2010-2015, però, ha fallito”, ha commentato Carla Granchelli, direttrice dell'Unità operativa di Igiene, Epidemiologia e Sanità pubblica della Asl pescarese puntando il dito contro il calo generale delle coperture vaccinali, a causa del quale i soggetti non vaccinati o immunocompromessi di poter godere della cosiddetta immunità di gregge.

Dal mese di gennaio 2017, a fronte di 844 persone colpite da morbillo nel 2016, si sono registrati già 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 230%, la maggior parte dei quali ha colpito persone della fascia 15-39 anni in Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana.  "Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell'85,3%, ancora lontana dal 95% che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione", ha spiegato il ministro della Salute Beatrice Lorenzi. "E' ora indispensabile intervenire rapidamente con un impegno e una maggiore responsabilità a tutti i livelli, da parte di tutte le istituzioni e degli operatori sanitari, per rendere questa vaccinazione fruibile, aumentandone l'accettazione e la richiesta da parte della popolazione. Analogamente le amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie, così come pediatri e medici di medicina generale devono promuovere una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le età affinché non rinuncino a questa fondamentale opportunità di prevenire una malattia che può essere anche letale. Il ministero attiverà ogni possibile procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del recente Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per riguadagnare rapidamente le coperture vaccinali che si sono abbassate pericolosamente nel corso degli ultimi anni".

Da molti mesi ormai tiene banco la polemica relativa ai vaccini: da un lato i cosiddetti "antivaccinisti", contrari all'applicazione di norme locali e nazionali che dispongano l'obbligo vaccinale per tutti i bambini in età scolare e spesso anche alla somministrazione di vaccini, ritenuti pericolosi per la salute, dall'altro lato il fronte che invece sostiene la necessità di introdurre questo tipo di "costrizione" per sanare una situazione diventata ormai pericolosa: in varie zone d'Italia, come in Emilia Romagna per esempio, le coperture vaccinali sono crollate a tal punto da compromettere l'immunità di gregge, favorendo l'aumento dei casi di contagio e nel corso degli ultimi mesi del 2016, molti comuni e regioni hanno iniziato a varare numerose leggi e ordinanze atte a istituire l'obbligo vaccinale, soprattutto per i bambini della fascia 0 – 6 anni, per contrastare il preoccupante fenomeno.