Dopo mesi di corse in avanti, improvvisi stop, dibattiti intesi e tante polemiche, è lo stesso Premier Paolo Gentiloni oggi a dare un nuovo stop, almeno temporaneamente, al cosiddetto Ius Soli, la nuova legge sulla cittadinanza italiana. "Non ci sono le condizioni per approvare la legge sullo ius soli prima dell'estate" ha spiegato infatti il Presidente del Consiglio senza però fare un passo indietro sul provvedimento che reputa comunque "una legge giusta". "Tenendo conto delle scadenze urgenti non rinviabili in calendario al Senato e delle difficoltà emerse in alcuni settori della maggioranza, non ritengo ci siano le condizioni per approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia prima della pausa estiva", si legge nella nota diffusa dal Premier

Una mossa dunque forzata dai malumori nella maggioranza di governo. "Si tratta comunque di una legge giusta. L’impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno rimane" ha tenuto però a sottolineare Gentiloni. L'annuncio ovviante ha dato subito il via a nuove dichiarazioni e prese di posizione dei leader politici. "Sullo ius soli il Pd seguirà l’indicazione proposta dalle valutazioni del presidente Gentiloni. Come sempre detto, siamo al suo fianco. La legge per la nuova cittadinanza rimane per noi un obiettivo importante",  ha spiegato infatti subito dopo  il ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina.

Parole di approvazione anche da Angelino Alfano. "Il presidente del Consiglio ha gestito la vicenda dello ius soli con realismo, buonsenso e rispetto per chi sostiene il suo Governo. Apprezziamo molto. Al tempo stesso, ribadiamo che su questo provvedimento abbiamo già detto sì alla Camera e lo stesso faremo al Senato dove una discussione più serena permetterà di migliorare il testo, senza che il dibattito si mescoli alla faticosa gestione dell'emergenza di questi giorni", ha spiegato infatti il Ministro degli esteri e leader di Alternativa Popolare.

"Ogni arretramento o rinvio è un errore. Soprattutto in questo momento", ha dichiarato invece Roberto Speranza, coordinatore di Mdp, commentando le parole del premier, aggiungendo: "Per noi lo ius soli è e resta una priorità. Nessun cedimento culturale alla propaganda della destra". "Così affonda la propaganda e riemerge la realtà di questo Pd e di questo governo", gli ha fatto eco anche il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni.

Per il senatore Maurizio Gasparri la decisione è una "vittoria di Forza Italia" e "una resa di Gentiloni sullo ius soli". "Questa legge è sbagliata e del tutto folle in questo momento storico. Non sarà approvata mai, neanche in autunno. I clandestini vanno cacciati e non trasformati in cittadini" ha spiegato Gasparri. Mentre di "scelta capace di rasserenare il clima politico e i lavori in Aula al Senato" ha parlato il capogruppo azzurro a palazzo Madama. "Nel giro di pochi giorni il governo è passato sullo ius soli dalla fiducia al rinvio. Nonostante le scuse ipocrite è evidente che questo è un risultato della rivolta popolare che è partita dalla piazze della destra per arrivare ai sindaci e all’ostruzionismo parlamentare" ha commentato invece il segretario del Movimento Nazionale, Gianni Alemanno