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“Io non ho paura”, studenti in corteo a Brindisi per ricordare Melissa

Grande manifestazione nazionale oggi a Brindisi per ricordare la 16enne colpita dall'attentato davanti alla scuola Morvillo Falcone, ma anche per dire no alla violenza.

Migliaia di studenti e non solo hanno preso parte oggi alla manifestazione nazionale indetta a Brindisi per ricordare Melissa Bassi, la ragazza uccisa durante l’attentato davanti alla scuola Morvillo Falcone una settimana fa. “Io non ho paura” è lo slogan che i giovani hanno dato all’appuntamento partito alle 14.30 e al quale hanno aderito numerose associazioni nazionali tra cui Libera, Rete della Conoscenza, Cgil, Arci, Legambiente, Rete degli studenti. Circa una trentina i pullman che sono arrivati nel capoluogo pugliese per prendere parte al corteo partito da Viale Togliatti, area antistante al Tribunale, per arrivare a piazza Vittoria dove è stato allestito un palco. Prima della manifestazione nell’atrio dell’Istituto professionale don Giuseppe Satriano, il vicario generale del vescovo, ha celebrato una messa in ricordo di Melissa.

Un corteo per dire no alla violenza - Un corteo che, come hanno precisato i compagni di scuola della 16enne e come ricorda il titolo, non sarà una marcia funebre, ma una manifestazione colorata, un gesto di coraggio per dire “no al ricatto di azioni violente e criminali”. “Quel gesto non ci ha fermato e noi oggi vogliamo esprimere la nostra rabbia, non ci fermeremo anche perché questo è stato un attacco alla scuola” ha ricordato una delle coordinatrici dell’evento che come gli altri vuole che sul caso non cali il sipario perché quello che è capitato a Melissa non è “un sacrificio ma un’ingiustizia”. “Il nostro impegno però non si ferma a oggi” assicurano i ragazzi che vogliono ritornare ad essere protagonisti della città per riappropriarsi degli spazi e non lasciare campo alla cultura mafiosa.

Le indagini parlano di più uomini sul posto dell’esplosione - Intanto per quanto riguarda le indagini, dall’inchiesta sono spuntate nuove immagini che riprendono il presunto attentatore ben prima dello scoppio dell’ordigno, intorno alle 7.15. Secondo alcune ricostruzioni l’uomo probabilmente attendeva il momento giusto per innescare il dispositivo e quasi sicuramente era appoggiato da alcuni complici che però non sono presenti nelle riprese effettuate dalle telecamere di sorveglianza. Si fa sempre più largo dunque l’ipotesi che non si sia trattato del gesto di un uomo isolato ma almeno di un gruppo che ha valutato attentamente la situazione e con precisi fini stragistici.

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