Insegnante per il collocamento, Stefano Perale, 50 anni viveva solo nel suo appartamento nel verde della silenziosa periferia mestrina, tra le palazzine a 4 piani di via Abruzzo, dove al civico 14, la notte dello scorso sabato 17 giugno, è partita una telefonata: "Venite, sono morti". Scortato da due agenti,'il professore', è uscito dal portoncino rosso dell'atrio con le manette ai polsi mormorando frasi confuse. Nell'appartamento-mattatoio dove aveva servito la cena ai suoi ospiti, Anastasia Shakurova e il fidanzato di lei, Biagio Junior Buonomo, è rimasta una folla di poliziotti, tecnici della scientifica e medici. Accasciati in una pozza di sangue gigantesca ci sono i cadaveri della coppia.

Lui ucciso a bastonate, lei strangolata. Entrambi erano stati drogati con un narcotico diluito nelle bibite servite a tavola. Sono arrivati sorridenti e cortesi per una cena casalinga e dopo poco si sono accasciati storditi dal sedativo. Quando li ha avuto inermi, tutti per sé, il professore ha messo in atto il suo piano: li ha ammazzati. Lui, Biagio, professionista 30enne con una laurea in  ingegneria spaziale, è stato massacrato a bastonate, con un oggetto pesante. È morto in un lago di sangue. Con lei, invece, la mano del professore è stata più pietosa. Forse per preservarne inconsciamente la straordinaria bellezza della quale era innamorata, ha scelto di non colpirla. Le ha stretto le mani intorno al collo e l'ha strangolata. Così, nel sangue, quell'uomo mite e riservato ha messo fine all'amore della sua ex allieva e del suo fidanzato.

Quell'amore giovane e fresco lo stava consumando. Non poteva accettare che Anastasia, 30 anni compiuti lo scorso marzo, la studentessa di cui si era innamorato dietro la cattedra del corso professionale di inglese, stesse con un altro uomo. E che fosse felice. Anastasia e Biagio vivevano insieme e da qualche tempo stavano preparando la casa a una dolcissima novità. Lo scorso aprile i due ragazzi avevano annunciato ai genitori di lui l'arrivo di un bambino. Il compimento di un amore giovane che la mano di un ex, indurito dal rancore e dalla rabbia ha soffocato nel sangue.

La storia tra i due era cominciata qualche anno prima. Anastasia, studentessa russa dell'Università Ca Foscari di Venezia, all'epoca poco meno che trentenne, con un breve matrimonio fallito alle spalle, si era presentata ai corsi professionali di inglese del professor Perale. Lui era rimasto folgorato, aveva perso la testa.

Anastasia aveva incontrato Biagio, talentuoso ingegnere aerospaziale di Sant’Arpino (Caserta). I due si erano incontrati al Superjet International di Tessera con la quale Biagio dipendente della società partenopea Desà Engeneering, collaborava al progetto italo-russo e dove lei aveva lavorato. Biagio aveva portato Anastasia in Campania, per presentarle il padre, geometra del Comune molto stimato in paese, poi la convivenza a Gallarate e infine l'arrivo di quel bimbo che li stava per rendere una famiglia.

Tutto lo sguardo dell'ex, il professore di Mestre che non aveva mai scacciato la passione per quella ragazza. Poi quell'invito a cena – forse frutto di un proposito omicida meditato per lungo tempo – il drink e il buio dal quale, nonostante le manette, il professore non è ancora uscito.