“Nell’appartamento di Marco e Gloria erano in quattro”. A rivelarlo è stato Gianni Gottardi, il padre del giovane architetto di San Stino di Livenza scomparso insieme alla fidanzata Gloria Trevisan nell’incendio a Londra della Grenfell Tower. “Marco e Gloria quando è scoppiato l’incendio stavano dormendo – spiega l’uomo al Gazzettino – me lo disse Marco al telefono. Poi erano stati chiamati dai vicini di casa che, vedendo le fiamme si erano preoccupati e avevano cercato conforto a casa dei nostri ragazzi”. Secondo quanto sostiene il signor Gottardi, le persone si erano rifugiate nell’appartamento della coppia italiana “perché dal loro lato del grattacielo, il rogo aveva già raggiunto il ventitreesimo piano”. E ancora: “La Farnesina ed il Consolato a Londra ci hanno però comunicato che gli addetti non hanno ancora raggiunto il ventitreesimo piano per un questione di sicurezza. Quindi ufficialmente i corpi non sono ancora stati trovati e per questo non sappiamo nemmeno quando rientreranno in Italia”.

La polizia britannica ha annunciato che le 58 persone ancora disperse nel rogo della Grenfell Tower sono “tutte morte”. “Ci vorranno settimane, se non mesi, per identificare tutte le vittime" ha aggiunto la Metropolitan Police. "Un incidente che si sarebbe potuto prevenire, che non doveva accadere". Sono parole pesanti quelle pronunciate oggi dal sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, sull'incendio, dopo un rito in memoria delle vittime nella vicina chiesa di Saint Clements. "La tragedia – secondo Khan – è stata conseguenza di errori e negligenze”. C’è da dire che un comitato di cittadini londinesi aveva già lanciato un anno fa l'allarme sulle carenze di sicurezza dell’edificio. Più di un residente ha riferito che, al momento dello scoppio del rogo, l'allarme antincendio non ha funzionato.